21/08/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Pechino, il luogo dove lo scopo è il puro divertimento
Scritto per noi da
 
Nelle sere d'estate in cui il tempo è bello è tradizione passeggiare sulle sponde dei laghi di Shichahai. Sin dai tempi della sua fondazione in epoca Ming, Pechino ha avuto al suo interno sei laghi artificiali, collegati al sistema di canali che univa la capitale al Sud del Paese.
 
Di questi, tre erano appannaggio dell'Imperatore (e oggi costituiscono uno un parco pubblico, gli altri due un complesso residenziale per la nomenklatura del PCC), e altri tre, collettivamente chiamati Shichahai, erano a disposizione dei cittadini. Nel corso dei secoli, innumerevoli palazzi sono stati costruiti nella zona dei laghi di Shichahai, e ancora oggi le sue architetture sono tra le più raffinate e meglio conservate della città. Sulle sponde costeggiate di salici tuttavia, là dove c'erano un tempo case da tè e ristoranti ricercati, sorgono oggi una marea di bar con luci intermittenti al neon e musica a tutto volume, segno di quanto Pechino stia cambiando, perdendo la sua unicità e, in parte, si stia assimilando nel male a qualunque altra metropoli internazionale.

Ma qualcosa della cultura particolare di questo luogo rimane: nella tanta umanità che affolla la passeggiata, i pensionati di Pechino, gli anziani soprattutto residenti della zona, inscenano spettacoli improvvisati. C'è chi, con uno speaker a batteria e un vecchio microfono che fischia, si esibisce nel bel canto: un duetto di marito e moglie, entrambi sessantenni, lei trucco pesante con un'acconciatura ardita che le ha reso i capelli incredibilmente ricci, lui con una divisa da kung fu azzurra che ha visto tempi migliori, calzini di nylon gialli e ciabatte di plastica rosa. La canzone è un residuato della Rivoluzione Culturale e suona “Noi amiamo il presidente Mao Zedong, chiunque gli si opponga è nostro nemico”, il tema allegro e leggero, il cantante serio e solenne, lei invece ostenta sorrisi da palcoscenico decisamente poco a tema, e accenna qualche passo di danza.
 
Attorno a loro si fermano cinesi e stranieri: chi scatta fotografia, chi guarda incredulo, chi batte le mani e chi siede guardando le barche sul lago, annoiato o infastidito da tanto rumore e forse dallo speaker gracchiante. Un pensionato vicino a me borbotta, visibilmente oltraggiato; quando chiedo spiegazioni, mi illumina: “E' ora che la finiscano con queste canzoni: è un'eternità che aspetto il mio turno per cantare!”


Pochi metri più in là, e in totale opposizione sonora, un altro signore intona canzoni tradizionali su temi assai meno controversi, accompagnato da un duo d'archi. Il primo musicista siede, suonando l'erhu, una sorta di violino cinese a una corda; l'altro sta in piedi, agitandosi in maniera farsesca: pantaloncini corti, ciabatte di gomma, canottiera, un marsupio enorme che contiene chissà cosa, tra le mani un violino vero e proprio e in bocca una sigaretta, quasi a sprezzo della difficoltà della melodia. Si agita in maniera buffa, con piccoli passi ora lenti ora rapidi, ed è l'unico che suoni decentemente perché gli altri due steccano che è un piacere.

In uno spiazzo tra il lago e la strada, decine di persone ballano in gruppo, al suono di musica techno cinese. Ci sono nonne e mamme, ragazzine e persino qualche signore attempato, qua e là anche i turisti stranieri, per lo più ragazzi, si uniscono mentre gli amici scattano fotografie. Stupisce vedere in effetti che le nonne sono quelle più brave, talune si muovono così coordinate da sembrare davanti a uno specchio, anche se non riesco a trovare alcun nesso tra il ritmo incalzante della colonna sonora e i movimenti molto più posati della danza. Misteri dell'acustica cinese.

La gente, sia artisti che spettatori, ride, ma non mi è chiaro quanto negli spettacoli sia volutamente comico, e quanto la semplice conseguenza della mancanza di preparazione. Ma forse la domanda è mal posta e culturalmente sbagliata. Ai cinesi, come sempre, interessa il risultato, non come lo si ottiene. E il pubblico cinese, anziani ma anche giovanissimi, riuniti alla pari in queste attività, si diverte da morire e socializza, chiacchiera, si unisce agli spettacoli con una spontaneità che sorprenderebbe noi europei così distaccati e seri. Forse pensare al risultato, e non farsi imprigionare da pregiudizi e norme sociali, è davvero il segreto in questi casi.
Parole chiave: pechino, cina, olimpiadi, shichahai
Categoria: Costume
Luogo: Cina
Articoli correlati:
20/08/2008 Liu come Achille. O Ulisse?: I netizen cinesi discutono il "caso Liu Xiang". E c'è chi avanza sospetti
19/08/2008 Il motivatore: Le nuove frontiere del tifo made in China
18/08/2008 La disfatta: Il campione cinese abbandona prima della partenza. E lo stadio si svuota
14/08/2008 L'autocritica di Guo Jingjing: Campionessa di tuffi, aveva preso la via della mondanità. Ha chiesto scusa al popolo cinese ed è tornata a vincere
13/08/2008 Stress olimpico: Una mobilitazione di massa che non si ricorda dai tempi di Mao. Ma per i pechinesi di oggi è "troppo fastidio"
12/08/2008 Tutto è legato: Le Olimpiadi dei simboli, dei numeri, della scaramanzia
12/08/2008 Storie della vecchia Shanghai: Tra i vicoli della città vecchia, dove le Olimpiadi si guardano per strada
09/08/2008 Olimpica alimentazione: I Giochi sconvolgono le abitudini alimentari dei cinesi
09/08/2008 Le misurate emozioni di Shanghai: La cerimonia d'apertura delle Olimpiadi vista dalla megalopoli degli affari
08/08/2008 La lottizzazione della torcia: La nuova middle-class del Dragone si è spartita il ruolo di tedoforo. Con risultati esilaranti
08/08/2008 Tra i manovali: Stanno costruendo la nuova Cina. Ecco come hanno vissuto la cerimonia d'apertura dei Giochi
08/08/2008 Gui Jie: La via del cibo a Pechino
08/08/2008 La Cina al centro: L'Impero di mezzo torna nella sua posizione storica. E' un cerchio che si chiude, ma non mancano le nuvole all'orizzonte
07/08/2008 A proposito di indotto: Le Olimpiadi non sono un business per tutti
07/08/2008 Peacereporter alle Olimpiadi: Gli occhi di sei blogger per le strade delle grandi città cinesi
05/08/2008 Grigio Pechino: L'occhio dell'architetto sulla città che si appresta a ospitare le Olimpiadi
04/08/2008 Qualche numero per cominciare: La Cina ha altre priorità rispetto a quelle che vorremmo darle. Qualche cifra può aiutare a capire.
04/08/2008 Speciale Olimpiadi, la redazione: La banda dei sei
04/08/2008 Le PeaceOlimpiadi: E' difficile trovare un modo originale per seguire queste Olimpiadi. Con l'aiuto della rete, noi le guardiamo dal basso
27/07/2008 I cinesi e l'Italia: Tutto cominciò con Dino Zoff
Gli argomenti più discussi: Le parole chiave più ricorrenti: