Secondo una fonte di PeaceReporter, nel raid aereo portato a segno ieri dalla coalizione Nato sono rimasti
uccisi decine di civili, oltre i trenta presunti talebani.

Le operazioni, condotte nella provincia di Laghman, circa 80 chilometri a est
di Kabul, hanno provocato, in due attacchi separati, la morte di 23 persone e
il ferimento di altre 14. Tutti civili. Un aereo della coalizione ha colpito
e distrutto un edificio nel villaggio di Bad Pesh, all'interno del quale si stava
organizzando una festa di matrimonio: 19 morti, 14 feriti. Nell'altro raid aereo,
sempre ieri, altri quattro civili uccisi. A quanto pare, anche in questo caso
si trattava di una festa di matrimonio, scambiata probabilmente per un raduno
di guerriglieri. Un portavoce del comando Usa ha, tuttavia, riferito di non essere
in possesso di dati circa la morte di non combattenti.
Il problema delle uccisioni di civili provocate dalle forze della coalizione,
ha portato a una rottura tra Kabul e i paesi occidentali coinvolti nelle operazioni
militari. Proprio all'inizio del mese, il presidente Hamid Karzai aveva sentenziato:
"Gli attacchi aerei della coalizione servono solo per uccidere civili e non per
vincere la guerra".
Tre militari Nato sono morti in seguito all'esplosione di una bomba, nascosta
sotto il manto stradale, al passaggio del convoglio sul quale viaggiavano. Il
fatto sarebbe accaduto a nella provincia di Ghazni, dove sono di pattuglia i soldati
dell'esercito polacco. Sebbene il comando Isaf non abbia rilasciato le generalità
dei militari uccisi, l'agenzia di stampa polacca Pap, ha citato un ufficiale della
missione polacca il quale ha affermato che l'attacco è avvenuto a 20 chilometri
dalla loro base.