
L'attacco talebano durante il quale sono morti 11 soldati francesi, 50 chilometri
a est di Kabul, sarebbe stato, secondo il capo di Stato maggiore francese, generale
Jean-Louis Georgelin, "un'imboscata ben organizzata, secondo uno schema classico".
La testa del comando, che si trovava nei pressi di una collina, sarebbe stato
ferito alle spalle, e ciò - sempre secondo il generale - avrebbe contribuito alla
disorganizzazione del reparto. In seguito, sono arrivati i rinforzi aerei della
coalizione, Ma i racconti dei militari feriti parlano di disorganizzazione dovuta
a diverse cause. Il numero delle vittime sarebbe stato causato dalla reazione
lenta del comandante all'attacco e da "seri problemi di coordinamento". L'unità
di ricognizione incaricata di avvicinarsi alla collina sarebbe rimasta sotto il
fuoco nemico 'per oltre quattro ore senza rinforzi'.
"Non avevamo più munizioni per difenderci, solo i nostri Famas (fucili d'assalto,
ndr)", ha raccontato un ferito. Alcuni soldati francesi caduti nell'imboscata
tesa dai Taleban sarebbero inoltre stati raggiunti da tiri aerei della Nato esplosi
per permettere alla pattuglia francese di uscire dalla trappola. I sopravvissuti
si interrogano anche sul perchè non vi sia stata, come è prassi per questo tipo
di rischiose missioni ricognitive, una forza d'intervento rapida. "Ci sono volute
più di tre ore per arrivare sulla collina, tempo sufficiente per i talibani potessero
essere informati dalle loro vedette del nostro arrivo". Contrariamente alla versione
ufficiale - scrive il quotidiano francese 'Le Monde' - le vittime non sarebbero
tutte morte durante i primi tiri nemici, ma in seguito allo scontro a fuoco durato
ore.