Arrivo allo stadio trafelato. Finalmente fuori c'è il sole. Caldo, bruciante accogliente. In fretta e furia
giungo al mio sedile e mi fermo. Sono circa le 11 e di lì a pochi minuti cominciano
le eliminatorie per i 110 ad ostacoli. Lo stadio è pieno. La gente è in attesa.
Ogni cinese che mi circonda ha come minimo una macchinetta fotografica, una telecamera
o un qualcosa con cui immortalare il momento storico.
Pochi secondi, il tempo di una sudata e la prima batteria è pronta. Vi è un cinese in batteria. La gente batte le mani ed urla. "Cina, Cina". Ma niente di eccessivo. Educatamente tutti osservano senza scomporsi mai. La prima batteria va via liscia. Io sono lì a
pochi metri dagli ostacoli. Osservo lo sforzo degli atleti che si sono preparati
per anni e in poco più di dieci secondi tutto finisce, con il successo completo
o con l'onta della sconfitta.
Le batterie proseguono. Niente di eccezionale. I tempi non sono bassi. Dopotutto
sono solamente le eliminatorie. Gli atleti hanno bisogno di carburare prima di
esplodere e nessuno vuole strafare.
Finalmente lui arriva. E' la sesta batteria. Lo stadio è pieno fino all'inverosimile. Fino a quel
momento avevamo seguito tutto il resto del programma seduti tranquillamente. Ma
lui si affaccia sulla pista. La gente accalcata sui seggiolini si alza in piedi
per vederlo ed ammirarlo. E come un sol uomo parte un coro di sostegno. Ognuno
dei presenti prepara la camera. Vuole la fotografia o il video di un momento che
potrebbe diventare storico.
Liu Xiang si muove. Fa una sgambata nel tripudio generale.
I cori diventano più forti e più alti. Il servizio dello stadio invita tutti a stare seduti. Ma tutto il pubblico,
me compreso, non ce la fa. Vogliamo guardare il fenomeno. E anche io mi lascio
coinvolgere nei cori che dovrebbero sostenerlo. Tutti lo attendono, perchè assieme
a Yao Ming (il cestista degli Huston Rockets) è stato l'uomo immagine di questa
olimpiade. Le pubblicità per le strade, in tv, sulle lattine si sprecavano.
Ad un certo punto, durante il riscaldamento, Liu Xiang si ferma. Si tocca la caviglia. Fa una smorfia di dolore. Mi accorgo
immediatamente che c'è qualcosa che non va. Lui si massaggia vigorosamente il
punto interessato e torna verso i blocchi.
Si cambia, indossando la classica cannottiera rossa con la scritta "China" gialla.
Lo speaker dello stadio annuncia i nomi, in inglese ed in cinese, degli atleti.
Quando pronuncia il suo nome, la sua voce viene coperta da un boato. Sono tutti
pronti, e lo sono anche io.
La pistola spara. La batteria parte. La pistola spara la seconda volta per indicare la falsa partenza. I maxi schermi
dello stadio inquadrano la sua faccia. Si vede che zoppica vistosamente. Un brivido
percorre lo stadio. Tremiamo per la salute del nostro idolo.
Gli atleti cercano di riconcentrarsi per la partenza.
Lo intravedo che sconsolato, e deluso si avvia verso gli spogliatoi. Lo speaker
dello stadio da il ferale annuncio.
"Liu Xiang si ritira".
La voce sembra rotta dalla disperazione e dal dolore.
Un urlo di delusione invade lo stadio, e simultaneamente le decine di migliaia
di persone si risiedono. Qualcuno abbandona lo stadio. La corsa prende il via.
E in pochi secondi finisce. Qualche metro più in là proseguono le qualificazioni
per il lancio del martello femminile. Ma tutti in un attimo si alzano ed abbandonano
lo stadio. Con calma, ordine ed educazione. Ma sopratutto con tristezza.
Tutti
si aspettavano il trionfo, ed invece è arrivata la sconfitta.
Una triste e cocente sconfitta.