Russia e Georgia si sono scambiati i prigionieri in un gesto di buona volontà,
anche se la tensione rimane alta in attesa del ritiro delle forze russe dalle
postazioni georgiane. Nonostante la promessa di Mosca, neanche oggi si è assistito
allo spostamento del truppe verso nord.

Lo scambio, avvenuto in un villaggio a 45 chilometri dalla capitale Tbilisi,
ha riguardato 15 prigionieri georgiani, compresi due civili, e 5 soldati russi,
tra cui il pilota di un jet abbattuto dalla contraerei georgiana. Tutto è avvenuto
in maniera molto regolare, anche grazie alla mediazione dell'ambasciatore francese
presente sul luogo. Non si conosce il numero esatto dei prigionieri ancora nelle
mani dei due eserciti. Intanto a Bruxelles è in corso la riunione dei ministri
degli Esteri della Nato che prenderanno in considerazione la proposta degli Stati
Uniti di sospendere le relazioni con Mosca e, probabilmente, si riparlerà dell'adesione
di Tbilisi all'Alleanza.
Proprio nella tarda serata di ieri, il Segretario di Stato Usa Condoleeza Rice
ha usato parole durissime contro la Russia di Medvedev e Putin: "Quello russo
sta diventando un gioco pericoloso", ha detto. L'atmosfera, come ricordato dalla
stessa Rice, è quella da Guerra Fredda: "L'Occidente deve impedire a Mosca di
raggiungere i suoi obiettivi strategici nella regione usando la sua forza militare:
non può fare come se fossimo ancora al tempo della Guerra fredda e poi pretendere
di essere trattata come un partner responsabile".
Dall'altro lato, in Russia, il 25% della popolazione russa sostiene che Medvedev
è stato troppo morbido e che la Georgia meritava ben altra risposta.