Da ieri la protesta dei produttori del settore rurale contro il governo argentino
è di nuovo una realtà nel Paese sudamericano.

Lunghe file di trattori hanno sfilato per le principali arterie del Paese senza,
però, bloccare il traffico. I piccoli e medi agricoltori chiedono che il governo
proponga un nuovo piano nazionale che contenga evidenti benefici per loro: in
caso contrario dicono di essere pronti a iniziare una nuova fase di scioperi a
oltranza.
Eduardo Buzzi, presidente della Federacion Agraria Argentina ha fatto sapere
che la mobilitazione iniziata ieri è una sorta di “avvertimento” per l'esecutivo
argentino. “I lavoratori perdono denaro e il tempo stringe. Chiediamo al governo
misure concrete per migliorare le condizioni di lavoro di quelle entità che producono
grano, carne e latte” ha detto Buzzi ai margini di una conferenza. Inoltre, il
leader della Federacion Agraria ha aggiunto: “Se non ci saranno risposte concrete
entro la fine di agosto dichiareremo lo sciopero a livello nazionale”.
Era più di un mese che in Argentina il braccio di ferro fra governo e produttori
agricoli sembrava aver preso definitivamente la via della pace. A luglio, infatti,
il Senato argentino aveva respinto lo schema di imposte sulle esportazioni di
grano voluto dalla Fernandez, segnando una netta sconfitta dell'esecutivo in carica
da pochi mesi. Adesso, però, le cose sembrano essere nuovamente cambiate e secondo
alcuni analisti economici le proteste sarebbero riprese per via dell'inadeguato
dialogo aperto con il governo.
Nel frattempo, la presidente Fernandez ha fatto sapere che sono allo studio misure
economiche per porre rimedio a questa difficile situazione. Una su tutte la possibilità
di distribuire sussidi ai produttori di latte e carne.