29/01/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Il presidente ha vinto una sfida difficile: strappare consensi al Social Forum
Dal nostro inviato
Raffaele Crocco
 
  Lula al Social Forum 2005. Foto Luis Abreu
E' piaciuto? Non è piaciuto? Il discorso del presidente Lula ha scatenato reazioni, commenti, insomma di tutto di più. Senza entrare troppo nel merito - i commentatori si sprecano - vale la pena mettere in fila alcune osservazioni raccolte durante la giornata.
 
Nessuna contestazione. La prima: ci si aspettava una contestazione pesante. Non c'è stata, anche se non sono mancate le proteste. A sinistra Lula viene criticato per non aver dato avvio alle riforme promesse. Sopratutto, viene accusato di avere lanciato come prioritario il piano contro la povertà, appena insediato, e di averlo poi lasciato cadere. Serve, dicono, almeno un gesto simbolico. Lui sembra attendere, vuole consolidarsi. Con una coalizione di governo così eterogenea è inevitabile. Nel frattempo, la sinistra della sinistra lo contesta, appunto, ma non lo vuole mollare. I più informati dicono che il valore di Lula si misurerà sull'eventuale secondo mandato. Insomma, lo si contesta, ma per spronarlo.
 
Lula al Social Forum 2005. Foto Luis AbreuIl fardello di Lula. La seconda: la gestione Lula non è misurabile con i parametri italiani. Un secolo di governi dittatoriali o conservatori nel migliore dei casi hanno creato aspettative infinite in chi lo ha votato in Brasile, ma il paese è vittima della propria storia. Lula può cambiare le cose solo con il tempo. Qui vivono ufficialmente 180 milioni di persone, che in realtà sono 220 milioni, se si considerano i 40 milioni che vivono nelle favelas, senza essere registrati da alcuna anagrafe. E' un continente, con problemi storici enormi.
Lula al Social Forum 2005. Foto Luis Abreu
Gli errori.
La terza: ha governato il suo discorso ieri con abilità, mostrando però molto nervosismo. Ha sbagliato clamorosamente, ad esempio: parlando di quello che sta facendo l'Argentina per cambiare e uscire dalla crisi, ha citato due volte "il compagno Menem", invece di Kirchner. Gli argentini in sala volevano sprofondare. Nonostante questo, ha delineato una linea politica condivisa, pur non accennando alla attesa riforma agricola.
 
Il sindacato e la sinistra. La quarta: ha ancora molta parte del sindacato e della sinistra dalla sua. L'organizzazione ieri è stata perfetta. Al Gigantinho, dove ha parlato, sono arrivati i fan con bandiere, magliette e tutto quello che serviva. Insomma, i suoi sono con lui.
 
Lula al Social Forum 2005. Foto Luis AbreuLa sfida vinta. La quinta è fondamentale: ha comunque vinto una sfida difficile. Venire qui a Porto Alegre poteva essere critico, con i Sem Tera accampati poco lontani e decisamente ostili. E' venuto e ha mostrato la faccia del leader che non si nasconde, e questo è piaciuto ai brasiliani. E' banale, ma essenziale dirlo: l'importante è che Lula continui a piacere a loro, per cambiare il Paese. Che venga criticato dai giornalisti del resto del mondo, poco importa, in fondo.
Categoria: Politica
Luogo: Brasile