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Potenziale economico. In ciò che il Segretario Generale dell'Onu, Ban Ki Moon, ha definito 'un modello
per la soluzione negoziale alle dispute territoriali', il 14 agosto due delegazioni
di entrambi gli Stati hanno posto fine alla disputa, firmando il definitivo passaggio
della penisola di Bakassi, mille metri quadrati di superficie per oltre 250mila
abitanti, al Camerun. La regione è paesaggisticamente attraente per il turismo,
ha un'industria ittica con grande potenziale e, soprattutto, è ricchissima di
giacimenti di petrolio. Per questo, l'accordo raggiunto tra i due Paesi è stato
preceduto da una contesa che ha portato sull'orlo di una guerra. Anche se le due
principali crisi, nel 1981 e nel 1990, sono state scongiurate, negli anni successivi
le reazioni alla decisione della Corte dell'Aja non sono state solamente politiche.
L'errore più grave. Frequenti si sono succeduti gli scontri tra esercito camerunense e milizie appartenenti
ai numerosi gruppi ribelli che gravitano attorno alla regione nigeriana del Delta
del Niger, principale serbatoio di greggio dell'Africa sub-sahariana. Centinaia
i morti, e almeno centomila i nigeriani che da 10 anni a questa parte hanno lasciato
la penisola. Le tensioni non si placheranno facilmente, considerati gli eventi
che hanno accompagnato la cessione della penisola: il mese scorso un attacco dei
ribelli del Delta del Niger ha provocato 12 morti; tempo addietro una corte camerunense
ha presentato ricorso, respinto, perchè non tutti gli abitanti avrebbero ricevuto
un equo risarcimento (circa 3 miliardi di dollari); la Corte costituzionale camerunense
decretò che la decisione dell'Aja era illegale, in quanto non ratificata dal Parlamento
nigeriano. Più recentemente, è di ieri la notizia che alcuni senatori, specialmente
quelli del Delta del Niger, hanno giudicato l'accordo come l'errore più grave
della Nigeria post-coloniale, esprimendo il timore che la questione-Bakassi potrebbe
condurre in futuro a nuove e più violente dispute tra Yaoundé e Abuja.
Schermaglie. Molti cittadini nigeriani temono che la polizia camerunense possa attuare ritorsioni
contro di loro, se non addirittura cacciarli dalle loro abitazioni per requisirle.
Lunedì scorso, secondo il sito d'informazione 'allafrica.com', presunti agenti
camerunensi, hanno saccheggiato un mercato nella città nigeriana di Lit Kurni,
stato di Taraba, al confine con la penisola di Bakassi. Testimonianze locali hanno
riferito che i gendarmi hanno cacciato i camerunensi, e la situazione è degenerata
in uno scontro aperto, con sporadici colpi d'arma da fuoco. Negli ultimi due anni,
la Nigera ha ammassato diversi contingenti militari nelle areee di confine, a
causa delle continue notizie di saccheggi e uccisioni di nigeriani nelle comunità
di frontiera. La penisola, confinante con la regione del Delta del Niger, è secondo
gli esperti ricca di giacimenti, ancora non sfruttati, che potrebbero alimentare
la produzione di petrolio camerunense di circa 90 mila barili al giorno.Luca Galassi