18/08/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Le reazioni alle dimissioni del presidente Pervez Musharraf non si sono fatte attendere. Già poco dopo il suo discorso alla nazione in diretta televisiva, migliaia di persone si sono riversate in piazza per festeggiare.
 
Pervez MusharrafSe India e Unione Europea non si sono sbilanciate commentando la notizia come un fatto interno del Pakistan, più diretta è stata Kabul che considera le dimissioni di Musharraf una buona occasione per incrementare la lotta al terrore. Molte volte, in passato, l'Afghanistan ha accusato gli apparati militari e soprattutto i servizi segreti pachistani di intrattenere relazioni con i talebani che si trovano nelle zone tribali del nord-ovest del paese. Adesso si apre l'incognita sul futuro dell'ormai ex presidente: secondo molti Musharraf sarà costretto all'esilio. Si parla di Turchia e più realisticamente di Arabia Saudita, anche se il generale preferirebbe rimanere nel suo paese e affrontare le accuse contro di lui. C'è anche chi pensa a un suo trasferimento negli Usa, dove vivono i figli. Ma Washington, nonostante abbia speso parole di gratitudine nei suoi confronti per aver contribuito alla lotta al terrorismo, ha fatto capire che sarebbe un'opzione non gradita. Nel "dietro le quinte" della decisione ci sarebbe una forte pressione diplomatica di Stati Uniti e Gran Bretagna. Musharraf sarebbe stato spinto a cedere il passo per non far sprofondare nella insicurezza politica l'unico paese musulmano dotato di bomba atomica. Nawaz Sharif, leader della Lega pachistana musulmana-N, ritiene la sconfitta politica di Musharraf una grande vittoria del popolo. Nelle intenzioni tanto di Sharif, quanto del premier Yousuf Raza Gilani, c'è anche il reintegro dei giudici destituiti nel 2007 dopo che Musharraf dichiarò lo "stato d'emergenza".  
 
Categoria: Politica
Luogo: Pakistan