18/08/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Centinaia di guerriglieri separatisti musulmani hanno attaccato due città nel sud del paese: 34 persone sono state uccise, le case saccheggiate e date alle fiamme, fino a quando non è intervenuto l'esercito che li ha spinti fuori dai centri abitati.
 
Si tratta di una delle azioni più cruente da quando l'accordo tra governo e il Moro Islamic Liberation Front (Milf) ha raggiunto un punto morto all'inizio del mese e poco dopo che l'esercito aveva fermato un'offensiva contro i ribelli in un'altra zona di Mindanao. Le persone sono state usate come scudi umani e secondo testimoni sul luogo, i membri del Milf uccidevano i civili "come se fossero polli". Gli scontri sono avvenuti nelle città di Kolambugan e Kauswagan, provincia di Lanao del Norte. Il processo di pace è messo in serio pericolo. Secondo il generale Alexander Yano, questi eventi sono il chiaro segnale di una mancanza di volontà a raggiungere un accordo da parte dei Milf. La settimana scorsa, l'esercito ha bombardato le roccaforti dei miliziani islamici per quattro giorni consecutivi: decine di ribelli sono stati uccisi e 160mila persone sono state costrette a lasciare le proprie case e le proprie terre, mentre i ribelli venivano accusati di aver occupato illegittimamente le fattorie dei cattolici. La situazione è cominciata a precipitare quando, ai primi di agosto, la Corte Suprema si è messa di traverso interrompendo, di fatto, le trattative per un accordo territoriale tra i Milf e il governo. I vertici di Manila erano intenzionati a sedersi al tavolo per porre fine a una guerra che, finora, è costata la vita a oltre 120mila persone .
 
Categoria: Guerra
Luogo: Filippine