18/08/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Un altro sindacalista ucciso in Colombia, nell'indifferenza della stampa internazionale
scritto per noi da
Alessandro Bonafede*
 
Nell’indefferenza della stampa occidentale e dell’opinione pubblica mondiale in Colombia si sta consumando un "genocidio politico", che ha come obiettivo
i sindacati.  La mattina dell’8 agosto è stato ucciso a colpi di arma da fuoco Luis Mayusa Prada, dirigente del Partito Comunista Colombiano e sindacalista della Cut - Central Unitaria de los Trabajadores. L'omicidio è avvenuto a opera di ignoti nella città di Saravena, regione petrolifera di Arauca, storicamente una tra le più martoriate dalla violenza politica.
 
AucPerseguitato politico. Luis Mayusa aveva 46 anni ed era padre di quattro bambini. Secondo quanto informa la famiglia era uscito di casa per accompagnare i figli a una visita medica. Al ritorno, a pochi passi dalla sua abitazione, è stato raggiunto da vari proiettili sparati da ignoti.
L'associazione per la difesa di Diritti Umani Reiniciar in un comunicato denuncia l’accaduto e ricorda come "la sua militanza nella opposizione politica provocò a lui e alla sua famiglia la costante persecuzione da parte degli organismi di intelligece dello Stato, della forza pubblica e dei gruppi paramilitari."
La vita di Luis Mayusa è stata un drammatico e coraggioso esempio della persecuzione sistematica a cui sono soggetti in Colombia i sindacati e i partiti di sinistra. Era un militante, fra i pochi sopravvissuti, della Unión Patriótica, partito che sul finire degli anni '80 venne letteralmente sterminato dai gruppi paramilitari. Come sindacalista lavoró nelle fila della Central Unitaria de Trabajadores de Colombia nella regione meridionale del Meta, da cui dovette allontanarsi in seguito alle continue minacce. Aveva già subito altri due attentati sia nel Meta che in Aruca. La continua persecuzione di cui era oggetto lo aveva anche obbligato a fuggire varie volte dal paese, secondo quanto informa Reiniciar.
Il suo caso era stato portato all'attenzione della Commissione Interamericana dei Diritti Umani, nell'ambito del denuncia contro lo Stato colombiano per le sue responsabilità nel genocidio della Unión Patriótica, partito per il quale Luis Mayusa si era candidato varie volte come consigliere municipale.
 
guerrigliero farcSterminio. La Unión Patriótica nacque in seguito a un processo di pace tra le Farc e il governo del conservatore Belisario Betancur. Molti attivisti politici, entrati  nelle Farc per sfuggire agli assassinii politici, abbandonarono la lotta armata, e entrarono nella Up, convinti che fosse finito il ciclo di violenza politica che li aveva costretti alla clandestinità e che ci fossero le condizioni per ritornare a fare politica a viso aperto nella società civile. Ma cosí non era e quando la Unión Patriótica iniziò a ottenere rilevanti successi elettorali, venne fermata a colpi di arma da fuoco. Piú di 4000 omicidi tra cui 2 candidati presidenziali, 21 parlamentari, 11 sindaci, 70 consiglieri e migliaia di militanti e semplici simpatizzanti.
 
Denuncia. La Corporazione Reiniciar nel suo comunicato accusa direttamente lo Stato colombiano: “Esigiamo al Governo Nazionale che interrompa la persecuzione e la morte dei sopravviventi del genocidio contro la Up”. E aggiunge: “Non è ragionevole pensare che Luis Mayusa sia stato assassinato in Saravena (Arauca), municipio assolutamente controllato dalla forza pubblica, senza che questa abbia potuto evitare la sua morte”.
 
Alvaro Uribe, presidente colombiano"Arrivano le Auc". L’omicidio infatti è avvenuto proprio in una regione, Arauca, che segna il record quanto a militarizzazione: tra polizia ed esercito si conta un membro della forza pubblica ogni sette abitanti. Una forza militare dispiegata dal governo Uribe per proteggere le installazioni petrolifere e gli oleodotti. Ma che non riesce a proteggere la vita della popolazione e i diritti civili e politici: nelle prime due settimane di agosto solo in Saravena sono state uccise altre sei persone oltre a Luis Mayusa. E in città si moltiplicano graffiti con scritte come “Arrivano le Auc” (paramiltari delle Autodifese Unite di Colombia).
 
Trenta sindacalisti morti ammazzati. "Sono eventi che fanno ricordare il passato recente, quando sicari che agivano in nome dei paramilitari e che si muovevano tra i cordoni di sicurezza della Polizia Nazionale assassinarono un gran numero di persone", commenta in un comunicato la Fondazione Joel Sierra.
Secondo la Cut già sono una trentina i sindacalisti uccisi quest’anno. Dalla sua creazione nel 1986, sono stati uccisi circa 2.600 attivisti. Il 97 per cento degli omicidi sono rimasti impuniti.
Parole chiave: arauca, omicidio, sindacalisti, cut, colombia
Categoria: Guerra
Luogo: Colombia
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