É atteso per oggi il ritiro
delle truppe russe dal territorio gorgiano, secondo quanto annunciato
ieri dal presidente russo Dmitry Medvedev. Il presidene francese
Nikolas Sarkozy, che ha avuto un ruolo chiave nell'accordo di cessate
il fuoco tra le parti, ammonisce Mosca minacciando “Serie
conseguenze” se non terrà fede all'accordo di ritirare le
truppe, che ancora si trovano in parte nel territorio di Tbilisi.

Intervistato da
Le Figarò, il
presidente francese ha specificato che se il ritiro non sarà
“rapido e totale”, convocherà una sessione speciale del
Consiglio Europeo. “Questo punto non è negoziabile” ha concluso. Domenica 17 agosto
Medvedev aveva promesso il ritiro
dell'esercito dalla Georgia, ma senza specificare quante truppe rimarranno in
Ossezia del Sud, dove Mosca mantiene delle
forze di peacekeeping dal 1992. L'accordo di cessate il fuoco prevede
la fine delle azioni militari, la concessione del libero accesso agli
aiuti umanitari, il ritiro sia delle truppe russe che di quelle
georgiane alle posizioni di prima dell'8 agosto e l'apertura di un
tavolo di colloqui attorno allo status di Ossezia del Sud e Abkhazia.
Alla pressione francese su Mosca si aggiungono anche quelle di Stati
Uniti e Germania che, per bocca di Condoleezza Rice e Angela Merkel,
hanno espresso solidarietà al presidente georgiano
Saakashvili.