13/08/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Ai colloqui di pace Mugabe si accorda con la fazione dissidente del Mdc, Tsvangirai è isolato
scritto per noi da
Matteo Fagotto
 
 
Il vecchio re dello Zimbabwe muove, e mette sotto scacco l'avversario. Dopo più di due settimane di colloqui di pace, il presidente Robert Mugabe avrebbe trovato ieri pomeriggio un accordo con Arthur Mutambara, leader di una fazione dissidente del Movement for Democratic Change. L'accordo, non confermato da quest'ultimo, darebbe a Mugabe la maggioranza in Parlamento, aprendo la strada alla nascita di un nuovo governo e tagliando così fuori Morgan Tsvangirai, leader dell'opposizione e vincitore del primo turno delle elezioni presidenziali, lo scorso marzo.
 
Il presidente dello Zimbabwe, Robert Mugabe"Mugabe sta utilizzando la tattica del divide et impera", fa sapere a PeaceReporter l'analista politico Eldred Masunungure, "un po' per isolare Tsvangirai e un po' per costringerlo ad accettare l'accordo con Mutambara, che è solo uno strumento. La vera sfida è tra gli altri due". Che le cose non si mettessero bene per Tsvangirai lo si era capito ieri quando, visibilmente contrariato, il leader del Mdc aveva abbandonato l'hotel di Harare dove si tengono gli incontri a quattro (presente anche il mediatore sudafricano, Thabo Mbeki). Poco dopo, lo Zanu-Pf ha dato l'annuncio dell'accordo con Mutambara, il quale ha però smentito. Mentre il mediatore Mbeki dice di non essere al corrente di eventuali accordi a due, visto che la mediazione comprende anche Tsvangirai.
 
Il leader del Mdc, Morgan TsvangiraiIl capo dell'opposizione, che fino a qualche giorno fa chiedeva la guida del governo, augurandosi per Mugabe "un'uscita di scena onorevole", potrebbe non ottenere né l'una né l'altra. Il "suo" Mdc ha infatti conquistato 100 seggi alle ultime elezioni politiche, uno in più dello Zanu-Pf di Mugabe. Ago della bilancia sono i dieci seggi vinti dal Mdc di Mutambara che, accordandosi con il presidente, avrebbe tolto a Tsvangirai qualsiasi possibilità di manovra. L'unica cosa su cui tutte le parti sono concordi è che i colloqui non sono terminati. Secondo Mbeki, sarebbe solo stato dato a Tsvangirai il tempo di "riflettere". Cioè accettare il patto Mugabe-Mutambara così com'è, sancendo la rinnovata guida politica del Paese da parte del presidente, o rimanere con nulla in mano. Mugabe non è disposto ad aspettare: secondo il quotidiano governativo Herald, sarebbe già in corso la formazione del nuovo governo.

Matteo Fagotto

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità