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"Mugabe sta utilizzando la tattica del divide et impera", fa sapere a PeaceReporter l'analista politico Eldred Masunungure, "un po' per isolare Tsvangirai e un po'
per costringerlo ad accettare l'accordo con Mutambara, che è solo uno strumento.
La vera sfida è tra gli altri due". Che le cose non si mettessero bene per Tsvangirai
lo si era capito ieri quando, visibilmente contrariato, il leader del Mdc aveva abbandonato l'hotel di Harare dove si tengono gli incontri a quattro (presente
anche il mediatore sudafricano, Thabo Mbeki). Poco dopo, lo Zanu-Pf ha dato l'annuncio dell'accordo con Mutambara, il quale ha però smentito. Mentre
il mediatore Mbeki dice di non essere al corrente di eventuali accordi a due,
visto che la mediazione comprende anche Tsvangirai.
Il capo dell'opposizione, che fino a qualche giorno fa chiedeva la guida del
governo, augurandosi per Mugabe "un'uscita di scena onorevole", potrebbe non ottenere
né l'una né l'altra. Il "suo" Mdc ha infatti conquistato 100 seggi alle ultime elezioni politiche, uno in più dello
Zanu-Pf di Mugabe. Ago della bilancia sono i dieci seggi vinti dal Mdc di Mutambara che, accordandosi con il presidente, avrebbe tolto a Tsvangirai
qualsiasi possibilità di manovra. L'unica cosa su cui tutte le parti sono concordi
è che i colloqui non sono terminati. Secondo Mbeki, sarebbe solo stato dato a
Tsvangirai il tempo di "riflettere". Cioè accettare il patto Mugabe-Mutambara
così com'è, sancendo la rinnovata guida politica del Paese da parte del presidente,
o rimanere con nulla in mano. Mugabe non è disposto ad aspettare: secondo il quotidiano
governativo Herald, sarebbe già in corso la formazione del nuovo governo.Matteo Fagotto