Un'esplosione nella città di Tripoli ha provocato la morte di sette civili, dieci
soldati e il ferimento di decine di persone. La bomba è esplosa questa mattina
nella Rue Massarif, nel centro di Tripoli; lo ha reso noto un portavoce della
polizia. Ancora non è chiaro se l'ordigno era piazzato su un autobus civile o
nelle sue vicinanze.

Non si può dire se l'accaduto dipenda in qualche modo dal fatto che ieri il parlamento
ha votato la fiducia al governo guidato dal premier Fouad Siniora. L'attentato
getta di nuovo nell'incertezza la stabilità politica e la sicurezza nazionale
smentendo, se legami vi fossero con il varo del governo Siniora, coloro che speravano
nell'apertura di una nuova fase. Nel governo sono confluite tutte le parti che
hanno un certo rilievo nel panorama politico del Paese dei Cedri: l'ex maggioranza
antisiriana, i partiti filosiriani, gli sciiti Hezbollah e Amal, insieme con i
cristiani di Michel Aoun che hanno diritto di veto. La città di Tripoli è stata
recentemente teatro di sanguinosi scontri settari: i quartieri di Bab al-Tabbane,
controllato dai sunniti anti-Damasco, e quello di Jabal Mohsen abitato dagli sciiti
vicini all'Iran, ma soprattutto alla Siria, si sono trasformati in campi di battaglia,
costringendo 800 famiglie a lasciare i settori orientali della città.