Il governo libanese di
unià nazionale presieduto dal premier Fouad Siniora ha
ottenuto la fiducia del parlamento. Lo ha annunciato il presidente
dell'assemblea, lo sciita Nabih Berri, specificando che il nuovo
esecutivo ha ottenuto 100 voti su 107, al termine di una discussione
durata cinque giorni.

La composizione del
governo era stata decisa lo scorso 11 luglio, in modo che vi
facessero parte sia esponenti dell'ex maggioranza, la cosiddetta
coalizione anti-siriana dal 14 marzo, che figure dell'ex opposizione,
la coalizione chiamata 8 marzo che ragruppa i partiti definiti
filo-siriani: gli sciiti Hezbollah e Amal, assieme ai cristiani di
Michel Aoun. Questi ultimi con diritto di veto. Il ritardo
nell'approvazione della fiducia al nuovo esecutivo dipende dalle
difficoltà che ci sono state nelle passate settimane per
concordare un documento che delineasse la politica del governo, un
testo su cui ci sono state diversi contrasti, specialmente in merito
al diritto per Hazbollah di mantenere una milizia autonoma. La
fiducia al nuovo governo chiude un capitolo di grave instabilità
per il paese dei Cedri, iniziato con la fuoriuscita dal governo dei
depitati sciiti nell'autunno del 2006, e proseguita l'anno scorso,
nel tentativo di eleggere un presidente dopo la fine del mandato di
Emile Lahoud. Il nuovo governo rimarrà in carica fino alla
primavera del 2009, quando sono previste le prossime elezioni. Tra i
suoi compiti ci sarà quello di redigere una nuova legge
elettorale.