Sono almeno 14 le vittime
dell'attentato esplosivo avvenuto questa mattina non lontano dalla
città di Peshawar, in Pakistan. Un potente ordigno è
stato fatto esplodere contro le truppe dell'aviazione pakistana,
mentre il convoglio transitava sopra un ponte che è rimasto
distrutto. L'esplosione è avvenuta alle 12:15 ora locale, nel
villaggio di Badaber, vicino a Peshawar, dove hanno inizio le
cosiddette aree tribali.

Sette delle vittime fanno
parte dell'aviazione di Islamabad, mentre le altre sarebbero civili,
lo precisa il ministro dell'Interno pakistano Rehman Malik, secondo
cui ci sono anche diverse persone ferite. Secondo Malik, l'attentato
– che non è stato rivendicato – sarebbe una risposta da
parte dei Talebani pakistani alle recenti offensive del governo entro
l'aera tribale di Bajaur dove le persone uccise in meno di una
settimana sono state almeno 150. Il gruppo armato in questione si fa
chiamare Tariq e-Taliban del Pakistan e proprio contro di loro si
concentra la campagna del governo: “Attacchiamo i loro nascondigli
– ha deto il ministro Malik – è naturale che loro
reagiscano”. Nella stessa provincia, la città di Khar è
da giorni sottoposta a bombardamenti Nel corso dei raid del governo
contro le province di Khar e Bajaur sono morti anche 13 soldati.
Secondo il generale pakistano Athar Abbas, almeno 20mila persone
sarebbero fuggite da Bajaur e trasferite in luoghi più sicuri.
Sempre oggi, alcune fonti
militari annunciano l'uccisone di Abu Saìd Al Masriìi,
uno dei capi di Al Qaeda in Pakistan, che pare sia stato ammazzato
durante la battaglia a Bajaur, ma ovviamente non è stato
possibile avere conferme.
Nel frattempo non si
allenta la pressione di Stati Uniti e della Nato affinché il
presidente pakistano Musharraf intensifichi ulteriormente le
operazioni militari nelle aree tribali che corrono lungo il confine
con l'Afghanistan.