11/08/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Aumenta la pressione militare russa sulla Georgia. Mosca chiede vertice Nato straordinario
Con l'arrivo della delegazione Ue dei ministri degli Esteri francese Bernard Kouchner, e finlandese, Alexander Stubb, per proporre a Tbilisi un accordo di pace, arrivano anche, in Abkhazia, novemila soldati russi, in aggiunta ai tremila già sul posto. Per cercare una via d'uscita alla crisi del Caucaso, esplosa venerdì con una pesante offensiva georgiana contro i secessionisti dell'Ossezia del Sud, la missione Ue propone un piano in tre punti: cessate il fuoco immediato, ritiro delle truppe georgiane dall'Ossezia e ritorno allo status quo precedente l'invasione.
 
Tank georgiano distruttoFronte Abkhazo. Se Tbilisi parrebbe aver accettato gran parte delle proposte, dall'Abkhazia, il cui presidente Sergei Bagapsh ha dichiarato ieri lo stato di guerra per dieci giorni, arrivano notizie che non lasciano presagire alcuna 'normalizzazione' nel conflitto. Assieme agli effettivi, i russi hanno tradotto nei pressi dell'unica zona abkhaza controllata militarmente dai georgiani, le gole di Kodori, 350 pezzi di armamenti pesanti. Dalla capitale abkhaza Sukhumi, Bagapsh ha lanciato un ultimatum ai georgiani perchè si ritirino. Ultimatum respinto dal Saakaschvili. Un analogo avvertimento è stato trasmesso da Mosca: via dall'Ossezia del sud o i nostri attacchi su Poti (porto commerciale e centro petrolifero sul Mar nero), Gori (città di 50mila abitanti colpita da bombardamenti) e Tbilisi (colpite installazioni e una base dell'aviazione in periferia) non cesseranno. Il presidente russo Dmitri Medvedev, il primo ministro Vladimir Putin e il ministro della Difesa Anatoli Sediukov hanno tenuto stamani una riunione con i vertici militari nel centro di comando russo a Mosca per 'valutare la situazione'.

Donne dell'Ossezia del SudVerità contrastanti. Dopo il devastante attacco alla capitale osseta Tskhinvali di venerdì, che secondo i russi avrebbe causato duemila morti, mentre secondo testimoni locali alcune centinaia, le truppe di Tbilisi si sarebbero ritirate. Mosca sostiene invece che si tratti di un 'ripiegamento' strategico e di una riorganizzazione delle unità militari. Nonostante l'ingresso nella capitale di un convoglio umanitario russo, penetrato attraverso il corridoio deciso concordemente da Russia e Georgia, un corrispondente dell'agenzia stampa russa Ria Novosti ha riportato la dichiarazione di un peacekeeper (la forza di interposizione schierata dal '92 e in prevalenza costituita da russi), secondo il quale i georgiani continuerebbero a bersagliare Tskhinvali con colpi d'artiglieria e che 7.500 soldati di Tbilisi si trovino ancora all'interno o nelle periferia della città semidistrutta. Altri duemila sono stati rimpatriati grazie al supporto logistico statunitense dal fronte iracheno, dove costituivano la terza forza, per numero di unità, della coalizione internazionale.
 
Il bilancio delle ostilità è ancora incerto. Migliaia di morti secondo Mosca, decine secondo Tbilisi. La Croce Rossa ha diffuso cifre ancora approssimate sugli sfollati: 30 mila in totale, di cui 20 mila osseti filo-russi in fuga verso l'Ossezia del Nord, e altri 10 mila tra osseti filo-georgiani o georgiani che cercano di scampare ai bombardamenti dell'aviazione russa. Decine di peacekeeper russi sarebbero morti negli attacchi georgiani, così come due giornalisti, uno russo, l'altro georgiano.
 
Il porto di SebastopoliSi muove la Flotta del Mar Nero. Secondo Saakashvili, centinaia di carri armati russi sarebbero in marcia verso Gori. Sul territorio georgiano sono in volo una cinquantina di caccia russi, mentre sul Mar Nero la tensione non si allenta, dopo che ieri una vedetta lanciamissili è stata affondata da due unità navali russe. Unità della Flotta del Mar Nero stanno pattugliando il tratto costiero georgiano, a poca distanza dalle acque territoriali di Tbilisi. Stamani Mosca ha tagliato tutti i legami commerciali con i porti georgiani. L'Ucraina, dal cui porto di Sebastopoli, in concessione a Mosca, salpano le navi russe, ha annunciato che non farà rientrare nelle proprie acque territoriali le navi che compiono missioni contro Tbilisi. Come la Georgia, anche l'Ucraina ha inoltrato domanda di adesione alla Nato, facendo infuriare Mosca.
 
Ossezia del Sud e Abkhazia si sono 'allontanate' da Tbilisi dopo il collasso dell'Urss. Dopo un conflitto sanguinoso nel 92-93, hanno raggiunto un'indipendenza 'de facto'. Quando Saakashvili è salito al potere nel 2004, ha promesso di riportare le repubbliche ribelli sotto il controllo centrale. Mosca ha offerto ai residenti di entrambe passaporti russi. E' di poche ore fa una nuova rivendicazione secessionista di entrambe le repubbliche, che chiederanno in forma congiunta alla comunità internazionale il riconoscimento dell'indipendenza.
 
Ambasciatore russo all'OnuSummit urgente Russia-Nato. La Russia ha chiesto poco fa una riunione straordinaria con la Nato per discutere della crisi caucasica, mentre il Consiglio di Sicurezza dell'Onu, tenutosi stanotte per la terza volta di fila, non ha portato ad alcun risultato. Messaggi di condanna alla Russia sono giunti da gran parte dei Paesi occidentali, Stati Uniti in testa. Anche il ministro degli Esteri britannico David Miliband ha unito la sua condanna a quella di Bush, che ha parlato di 'violenza inaccettabile e sproporzionata' da parte della Russia. Dopo che stanotte l'ambasciatore Usa all'Onu aveva accusato Mosca di voler far cadere il governo di Saakashvili (versione respinta da Mosca) Bush ha esortato Putin a tornare allo 'status quo' del 6 agosto, precedentemente all'offensiva - cominciata tra l'altro in modo del tutto proditorio, dopo che Saakhashvili aveva proposto un'offerta di tregua e negoziati ai sud-osseti per poi scatenare un 'blitzkrieg' proprio all'alba del giorno successivo, con la giustificazione di voler 'restaurare l'ordine costituzionale'. Anche ieri il presidente georgiano ha chieso una tregua e annunciato il cessate il fuoco. Ma l'Orso russo ormai è stato svegliato, e difficilmente Mosca crederà ancora alle promesse di Saakashvili.
 

Luca Galassi

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