09/08/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



I Giochi sconvolgono le abitudini alimentari dei cinesi
Scritto per noi da
Lucio Cascavilla
 
Prima dell'inizio delle olimpiadi s'è fatto un gran parlare di alcuni problemi legati alla Cina. Problemi che sembravano e sembrano tutt'ora insormontabili. Uno di questi, i nostri cari amici dell'oriente sie lo portano dietro da almeno sei anni.

Non mi riferisco solamente alla Cina, ma anche alla Corea (del sud) e al Giappone. Nel 2002 in occasione dei mondiali di calcio, giocati per la prima volta in Asia, si mosse addirittura Brigitte Bardot. L'attrice ormai incanutita ed impossibilitata a posare di fronte alle macchine fotografiche (causa perduta bellezza), cerca ancora di fare notizia. Protestando ed alterandosi poiché nei luoghi suddetti (a cui si aggiunge la Cina) si mangia la carne di cane.

Wang Hui fa il batterista punk
. Eravamo assieme ieri sera. E mentre su ogni televisore andavano in onda le immagini della inaugurazione (viste e riverite da tutti con quasi sacrale attenzione) io mi intrattenevo a chiacchierare con lui.
La lista delle nazioni che si apprestavano a sfilare era lunga. Troppo lunga. E anche se avevamo intenzione di aspettare, per goderci anche i fuochi artificiali a conclusione del tutto, lui era irrequieto.
 
Aveva fame. Decisi di accompagnarlo. Nel cammino, entrambi concordavamo sul fatto che la cerimonia fosse bellissima e fantasmagorica. Lui per esempio non apprezzava Zhang Yimou; ciò nonostante era rimasto incantato dalle immagini.

"Zhang Yimou a me non piace per niente"
, continuò, mentre ci sistemavamo sugli sgabelli di una bettolaccia e ci apprestavamo ad acquistare una tazza di spaghetti in brodo, "perché con i suoi film lui va all'estero e parla male della Cina. E soprattutto fa vedere al mondo qualcosa che in Cina non esiste."

Provai a dissentire dalle sue parole, dicendogli che forse lui non aveva ben presente la realtà di tutte le altre regioni di quello sterminato paese. Insomma il succo del mio discorso era: magari quel che non succede a Pechino può succedere nello Anhui.

"Se così fosse", riprese lui, "prima di andarsi a fare bello nei festival del cinema, dovrebbe discuterne qui. Con i cinesi. Altrimenti che idea si fanno gli stranieri della Cina? Che è un paese povero, brutto e sporco, dove la gente non ha nemmeno da mangiare. Ma non è così. Anche perchè questa è l'unica cosa che interessa agli stranieri: venire qua e dirci cosa dobbiamo fare".

Il cameriere, anche lui perso a seguire le immagini televisive, distrattamente si avvicinò. I due parlarono rapidamente in Cinese, ed io quasi non feci in tempo a capire cosa si stessero dicendo.
"Tu mangi?" - mi chiese - "qui fanno degli spaghetti in brodo buonissimi".

Accettai di buon grado. Lui ordinò e io mi misi comodo.
Aveva chiesto due tazze di spaghetti in brodo con carne di cane. Non mi faceva nè caldo nè freddo: io apprezzo la carne di cane.
Ma il cameriere lo guardò sconsolato e scrollò le spalle. Niente carne di cane.

"Ma come?", fece lui incredulo, "non è la specialità della casa?"

"Si", rispose il commesso, molto più interessato alla tivù che a noi, "ma per evitare problemi con gli stranieri, la carne di cane è vietata durante le Olimpadi. Hai visto mai che qualcuno si dovesse sentire male. Però abbiamo gli stessi spaghetti con un'ottima carne di capra"!

Sospirò desolato. Anche io. 'Sti stranieri effettivamente rompono le scatole.  
Parole chiave: cina, olimpiadi, pechino, cibo, alimentazione
Categoria: Costume
Luogo: Cina
Articoli correlati: Gli argomenti più discussi: Le parole chiave più ricorrenti: