Prima dell'inizio delle olimpiadi s'è fatto un gran parlare di alcuni problemi legati alla Cina. Problemi che
sembravano e sembrano tutt'ora insormontabili. Uno di questi, i nostri cari amici
dell'oriente sie lo portano dietro da almeno sei anni.
Non mi riferisco solamente alla Cina, ma anche alla Corea (del sud) e al Giappone. Nel 2002 in occasione dei mondiali
di calcio, giocati per la prima volta in Asia, si mosse addirittura Brigitte Bardot.
L'attrice ormai incanutita ed impossibilitata a posare di fronte alle macchine
fotografiche (causa perduta bellezza), cerca ancora di fare notizia. Protestando
ed alterandosi poiché nei luoghi suddetti (a cui si aggiunge la Cina) si mangia
la carne di cane.
Wang Hui fa il batterista punk. Eravamo assieme ieri sera. E mentre su ogni televisore andavano in onda le
immagini della inaugurazione (viste e riverite da tutti con quasi sacrale attenzione)
io mi intrattenevo a chiacchierare con lui.
La lista delle nazioni che si apprestavano a sfilare era lunga. Troppo lunga.
E anche se avevamo intenzione di aspettare, per goderci anche i fuochi artificiali
a conclusione del tutto, lui era irrequieto.
Aveva fame. Decisi di accompagnarlo. Nel cammino, entrambi concordavamo sul fatto che la
cerimonia fosse bellissima e fantasmagorica. Lui per esempio non apprezzava Zhang
Yimou; ciò nonostante era rimasto incantato dalle immagini.
"Zhang Yimou a me non piace per niente", continuò, mentre ci sistemavamo sugli sgabelli di una bettolaccia e ci apprestavamo
ad acquistare una tazza di spaghetti in brodo, "perché con i suoi film lui va
all'estero e parla male della Cina. E soprattutto fa vedere al mondo qualcosa
che in Cina non esiste."
Provai a dissentire dalle sue parole, dicendogli che forse lui non aveva ben presente la realtà di tutte le altre
regioni di quello sterminato paese. Insomma il succo del mio discorso era: magari
quel che non succede a Pechino può succedere nello Anhui.
"Se così fosse", riprese lui, "prima di andarsi a fare bello nei festival del cinema, dovrebbe
discuterne qui. Con i cinesi. Altrimenti che idea si fanno gli stranieri della
Cina? Che è un paese povero, brutto e sporco, dove la gente non ha nemmeno da
mangiare. Ma non è così. Anche perchè questa è l'unica cosa che interessa agli
stranieri: venire qua e dirci cosa dobbiamo fare".
Il cameriere, anche lui perso a seguire le immagini televisive, distrattamente si avvicinò.
I due parlarono rapidamente in Cinese, ed io quasi non feci in tempo a capire
cosa si stessero dicendo.
"Tu mangi?" - mi chiese - "qui fanno degli spaghetti in brodo buonissimi".
Accettai di buon grado. Lui ordinò e io mi misi comodo.
Aveva chiesto due tazze di spaghetti in brodo con carne di cane. Non mi faceva
nè caldo nè freddo: io apprezzo la carne di cane.
Ma il cameriere lo guardò sconsolato e scrollò le spalle. Niente carne di cane.
"Ma come?", fece lui incredulo, "non è la specialità della casa?"
"Si", rispose il commesso, molto più interessato alla tivù che a noi, "ma per
evitare problemi con gli stranieri, la carne di cane è vietata durante le Olimpadi.
Hai visto mai che qualcuno si dovesse sentire male. Però abbiamo gli stessi spaghetti
con un'ottima carne di capra"!
Sospirò desolato. Anche io. 'Sti stranieri effettivamente rompono le scatole.