08/08/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Blande reazioni al golpe militare, il presidente Abdallahi ancora detenuto
scritto per noi da
Matteo Fagotto
 
 
Il giorno dopo il colpo di stato che ha rovesciato il presidente Sidi Ould Cheikh Abdallahi, unico capo di stato mauritano ad essere salito al potere democraticamente nella storia del Paese, la capitale Nouakchott ha ripreso il suo normale ritmo di vita. Unica notizia degna di nota, l'organizzazione di due manifestazioni, una a favore dei golpisti militari, l'altra (dispersa) che chiedeva il ritorno del presidente, tuttora detenuto assieme al premier Yahya Ould Ahmed Waghf negli edifici della guardia presidenziale.
 
Il generale Ould Abdel AzizLa giunta militare, composta da undici alti ufficiali dell'esercito, ha dichiarato "decaduto" Abdallahi, promettendo l'organizzazione di nuove elezioni nel più breve tempo possibile. Ad appoggiare i militari anche 48 parlamentari facenti parte della coalizione di maggioranza, ma che avevano abbandonato nei giorni scorsi il partito del presidente per protesta contro la sua politica. Le reazioni della comunità internazionale sono state prevedibili: Unione Europea e Usa hanno sospeso gli aiuti bilaterali, mentre parole di condanna nei confronti dei golpisti sono giunte dall'Onu, per bocca del Segretario generale Ban Ki-moon, e dall'Unione Africana. Difficile però che la blanda pressione internazionale possa disarcionare la giunta. Già in passato, quando l'esercito era intervenuto per "riequilibrare" la vita pubblica mauritana, la comunità internazionale aveva sostanzialmente lasciato fare.
 
Il presidente deposto Sidi Ould Cheikh AbdallahiNulla si sa ancora del destino di presidente e premier, segregati nei locali della guardia presidenziale, il cui capo, Ould Abdel Aziz, è stato il promotore del golpe ed è a capo della nuova giunta. Il colpo di stato è stato vissuto dalla popolazione con una certa rassegnazione, vista la frequenza con cui i militari sono intervenuti da sempre nella vita politica locale. L'unica speranza è che Aziz si dimostri un militare "illuminato" come Eli Ould Mohammed Vall, che nel 2005 prese il potere rovesciando l'allora presidente Maaouiya Ould Taya e traghettò il Paese verso le prime elezioni democratiche della sua storia. La giunta ha promesso di volerne seguire le orme, consegnando di nuovo il potere ai civili nel più breve tempo possibile. I mauritani attendono gli eventi, rassegnati.

Matteo Fagotto

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