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La Turchia sta vivendo una fase di forte instabilità politica. La settimana scorsa, la Corte Costituzionale ha imposto sanzioni economiche al partito di governo, l'Akp del primo ministro Recep Tayyip Erdogan, evitando però di disporne la chiusura per attività antilaiche, come chiesto dal procuratore generale Abdurrahman Yalcinkaya. La decisione è stata accolta con un sospiro di sollievo da molti analisti e dalla comunità internazionale, preoccupata delle conseguenze di un'eventuale scioglimento del partito che alle elezioni del luglio 2007 ha ottenuto il 47 percento dei voti.
In precedenza, le autorità giudiziarie hanno portato alla luce l'esistenza di
un'organizzazione segreta denominata Ergenekon. Composta di ex generali, membri
delle forze di sicurezza, giornalisti fedeli ai valori laici del fondatore della
repubblica Ataturk, l'organizzazione è accusata di aver tramato per organizzare
un colpo di stato contro il partito filoislamico Akp, nonché di aver pianificato
una serie di azioni violente e omicidi eccellenti per destabilizzare il Paese.