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"Potere per fini personali". Il Paese torna nuovamente nell'instabilità, dopo un analogo Colpo di Stato,
nel 2005, che aveva deposto Mouaia Walid al Taya, ex presidente a cui l'attuale
comandante in capo dell'esercito mauritano era da sempre vicino, ma soprattutto
dopo le prime elezioni libere, nel marzo 2007, che avevano alimentato speranze
per una possibile apertura del governo mauritano, da sempre pilotato da giunte
militari, verso un regime democratico. I parlamentari che qualche giorno fa hanno
rassegnato le dimissioni accusano il presidente di esercitare il potere per fini
personali, frustrare le speranze della popolazione e abusare dei fondi del governo.
Mentre il portavoce di Abdallahi, intervenendo su Al-Jazeera ha definito 'ribelli'
i generali golpisti, accusandoli di cospirazione con i 48 deputati 'ostili' al
presidente, gruppi di persone si stanno assembrando in queste ore di fronte al
palazzo presidenziale a sostegno dei militari golpisti. L'esponente di uno dei
partiti di opposizione, 'Cambiamento e liberta', ha detto che il golpe è un'azione
necessaria 'per riportare la democrazia nel Paese in quanto Abdallahi ha governato
in modo autoritario e personalistico, inserendo i suoi familiari nelle istituzioni
e non rispettando le istituzioni'.
Petrolio e ferro. Ex colonia francese di tre milioni di abitanti, indipendente dal 1960, la Mauritania
è uno dei Paesi africani con la più alta percentuale di terre desertiche. Importa
il 70 precento dei beni di prima necessità, dei combustibili e delle scorte alimentari.
L'economia è prevalentemente agricola, frequentemente soggetta a siccità e alle
invasioni di locuste. Le esportazioni sono costituite principalmente da rame e
ferro. Nel 2004 sono stati scoperti giacimenti di petrolio a Chinguetti e Tiof,
80 chilometri a sud-est della capitale, che si prevede potranno fornire almeno
40 mila barili di greggio al giorno.Luca Galassi