La tv di Stato della Mauritania ha interrotto la sua programmazione per annunciare
che reparti dell'esercito hanno fatto irruzione nel palazzo presidenziale della
capitale Nouakchott prendendo in ostaggio il presidente Sidi Ould Sheikh Abdallahi,
il primo ministro Yahya Ould Ahmed Waghf e il ministro dell'Interno.

Stamattina il presidente aveva licenziato il capo di stato maggiore e il capo
delle guardie presidenziali sostituendoli con due ufficiali a lui vicini. Si pensa
che l'azione sia diretta conseguenza della rimozione dei due generali. Unità dell'esercito
sono anche state schierate intorno all'edificio che ospita la tv di stato. La
crisi politica che sta imperversando in Mauritania sta colpendo l'intera catena
di comando politico e militare. La settimana scorsa, 48 membri del parlamento
hanno rassegnato le dimissioni. I rappresentati, tutti del partito democratico,
hanno accusato il presidente di usare il potere per fini personali e di disperdere
i fondi governativi destinati alla popolazione. La moglie di Sidi Ould Sheikh
Abdallahi è stata accusata di usare fondi pubblici per finanziare una sua fondazione
personale. Le ultime elezioni si sono tenute nel giugno 2007, due anni dopo il
colpo di stato.