05/08/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



YangonIl nuovo relatore speciale dell'Onu per i diritti umani in Birmania, Tomas Ojea Quintana, ha iniziato ierila sua prima missione nel Paese governato da un regime militare. La missione inizia proprio quattro giorni prima del ventesimo anniversario della rivolta per la democrazia dell'8 agosto 1988, la cui repressione da parte dell'esercito causò la morte di 3000 persone. Quintana, che rimarrà in Birmania fino a giovedì, oggi ha incontrato otto monaci buddisti, a circa un anno dalla repressione che ha provocato, secondo il suo predecessore Paulo Sergio Pinheiro, 31 morti e 74 dispersi. L'inviato Onu ha anche incontrato quattro membri dell'organismo che coordina i soccorsi per le vittime del ciclone Nargis, abbattutosi nel sud della Birmania tre mesi fa e che ha fatto 138 000 tra morti e dispersi. Domani Quintana si recherà sul delta del fiume Irrawaddy, il luogo più colpito dalla catastrofe.

Sono previsti incontri anche con alcuni funzionari governativi, esponenti politici dell'opposizione e leader delle minoranze etniche nel Paese. Non è chiaro se Quintana incontrerà anche la leader dell'opposizione e Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi, arrestata a più riprese per 13 anni e che ha passato gli ultimi cinque tra prigione e arresti domiciliari. 
Categoria: Diritti, Politica
Luogo: Myanmar