
Il nuovo relatore speciale dell'Onu per i diritti umani in Birmania, Tomas Ojea
Quintana, ha iniziato ierila sua prima missione nel Paese governato da un regime
militare. La missione inizia proprio quattro giorni prima del ventesimo anniversario
della rivolta per la democrazia dell'8 agosto 1988, la cui repressione da parte
dell'esercito causò la morte di 3000 persone. Quintana, che rimarrà in Birmania
fino a giovedì, oggi ha incontrato otto monaci buddisti, a circa un anno dalla
repressione che ha provocato, secondo il suo predecessore Paulo Sergio Pinheiro,
31 morti e 74 dispersi. L'inviato Onu ha anche incontrato quattro membri dell'organismo
che coordina i soccorsi per le vittime del ciclone Nargis, abbattutosi nel sud
della Birmania tre mesi fa e che ha fatto 138 000 tra morti e dispersi. Domani
Quintana si recherà sul delta del fiume Irrawaddy, il luogo più colpito dalla
catastrofe.
Sono previsti incontri anche con alcuni funzionari governativi, esponenti politici
dell'opposizione e leader delle minoranze etniche nel Paese. Non è chiaro se Quintana
incontrerà anche la leader dell'opposizione e Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi,
arrestata a più riprese per 13 anni e che ha passato gli ultimi cinque tra prigione
e arresti domiciliari.