E' difficile trovare un modo originale per seguire queste Olimpiadi. Con l'aiuto della rete, noi le guardiamo dal basso
E' difficile trovare un modo originale per seguire queste Olimpiadi. I grandi
quotidiani, e anche quelli piccoli, hanno spedito laggiù svariati corrispondenti,
inviati, inviati speciali e specialissimi.
La Cina è sotto i riflettori del mondo intero. Ma i tempi della Cina non sono
i nostri, sono quelli della Storia, e poco importa al celeste impero delle critiche che vengono mosse al suo governo
calpestatore di diritti umani. Del resto non ci vuole molto a capire che molte
delle accuse mosse siano strumentali alla furiosa battaglia economica che sta
intercorrendo tra oriente ed occidente, e di cui vediamo solo l'inizio.
Quando ci furono le Olimpiadi a Atlanta, nessuno si sognò (tranne i sovietici,
ma non certo per questioni etiche) di proporre un boicottaggio, per chiedere agli
Stati Uniti di smetterla di ammazzare gente in casa propria (gli Usa sono in vetta
alle macabre classifiche sull'utilizzo della pena capitale) o di premiare con
l'impunità chi veniva ritenuto colpevole di genocidio (è del 1996 l'accordo tra
Richard Holbrooke e Radovan Karadzic), o di foraggiare con armi soldi e istruttori
dei fanatici religiosi (nel 1996 i talebani entravano vittoriosi a Kabul, sotto
la guida del Mullah Omar e con la poderosa spinta dei servizi segreti Usa e Pachistani).
Insomma se oggi i cinesi ridono sotto i baffi e si chiedono da che pulpito vengono
le prediche che il mondo gli fa, qualche buon motivo ce l'hanno.
Del resto, noi non abbiamo cominciato oggi a scrivere dei soprusi del governo
cinese, basta scorrere l'archivio del sito per vedere che alla Cina abbiamo sempre
guardato con un occhio attento.
Del resto, PeaceReporter non è (ancora) un grande quotidiano generalista. E le
Olimpiadi non sono proprio un argomento "nostro". Ma un grande quotidiano vogliamo
diventarlo. E ci piace affrontare nuove sfide, abbiamo deciso di star dietro alla
macchina olimpica comunque. E lo facciamo guardando alle Olimpiadi con gli occhi
della rete, ed è significativo farlo proprio dalla Cina. Abbiamo chiesto a nostri
amici blogger di scrivere per noi. Per raccontarci, ancora una volta, un grande
evento mondiale. Come sempre visto dal basso.