04/08/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



La Cina ha altre priorità rispetto a quelle che vorremmo darle. Qualche cifra può aiutare a capire.
Scritto per noi da
 
Diritti umani, smog, Tibet. E poi ancora, Tibet, diritti umani, smog. La Cina che si appresta a ospitare le Olimpiadi è nel mirino dell'Occidente. E allora si chiude, diventa suscettibile, si barrica. Solo 500mila turisti stranieri per i Giochi? Fa niente, a riempire gli stadi ci sono milioni di cinesi in pieno orgasmo nazionalista.
 
Poniamoci una domanda che sembra c'entrare poco: che ne sarà della Cina da qui al 2030, date le tendenze in atto?
E’ la classica domanda da un milione di dollari (o da 6 milioni e 800mila yuan), per di più mal posta: non tiene conto della non-linearità dei processi, degli incidenti storici; insomma, dell’imprevisto.
Fatto sta che economia e politica vivono anche di previsioni del genere e che alcune macrotendenze sembrano ineluttabili.

Uno strumento utile per rispondere alla domanda è il Country statistical profile dell’Ocse dedicato al Dragone.
Popolazione, crescita, prezzi, energia, qualità della vita e altre voci sono visibili e costantemente aggiornate sulla base dei nuovi dati che arrivano.

Guardiamo la popolazione.
Nel 2006 i cinesi erano 1.320.864.228; nel 2030 saranno 1.458.421.231.
Si calcola che il “merito” di una crescita così contenuta -0,6-0,8% su scala annua - sia della politica del figlio unico, che però dà luogo a un altro problema:
nel 2005, la popolazione oltre i 65 anni di età e inattiva al lavoro era il 12,77748597 % del totale; nel 2030 sarà il 30,20625704 %, quasi al livello del Giappone (31,8%) e ben al di sopra di tutti gli altri Stati Ocse (in Italia, 27,1%).

Questo implica due problemi: primo, il boom economico cinese si è basato sull’enorme disponibilità di forza lavoro giovane e a basso prezzo. Nonostante il progressivo aumento della popolazione inattiva, questo guaio dovrebbe essere risolto con il continuo trasferimento di forza lavoro dall’agricoltura all’industria e ai servizi, processo già in corso con la massiccia urbanizzazione. Inoltre, un’economia più matura avrà meno bisogno di lavoro a buon mercato.

Più grave il secondo problema. Dove troverà, la Cina, le risorse per dare una pensione a un terzo della popolazione?
Mancano 22 anni. Con l’ambiente, la scommessa del futuro per la Cina si chiama Stato sociale.
Benessere per tutti, per quasi un miliardo e mezzo di persone. La "loro"democrazia è questa, tutto il resto - nonostante i "nostri" desideri - viene dopo.
Parole chiave: Cina, Olimpadi, demografia, popolazione, pensioni, stato sociale
Categoria: Costume
Luogo: Cina