
L'ex leader serbo bosniaco Radovan Karadzic, davanti al Tribunale penale internazionale dove
deve rispondere di crimini di guerra contro l'umanità e genocidio, ha detto oggi
di non aver nessuna possibilità di un processo equo a causa della stampa internazionale
che lo ha già bollato come 'criminale di guerra', e si è lamentato di gravi irregolarità
che ci sarebbero state prima e durante il suo arresto.
Karadzic ha parlato di una vera e propria "caccia alle streghe" che la stampa
ha messo su nei suoi confronti, in un momento in cui "le uniche vittime erano
i serbi"; inoltre ha chiesto maggiore tempo al tribunale in modo da preparare
una difesa prima che venga giudicato colpevole o non colpevole.
Nel documento di quattro pagine consegnato al Tpi durante l'udienza di oggi,
durata quattro ore, Karadzic ha affermato di aver siglato un accordo di immunità
con Richard Holbrooke, il mediatore Usa architetto degli accordi di pace di Dayton,
che al momento smentisce. Secondo Karadzic, l'accordo avrebbe dovuto garantirgli
l'immunità in cambio della totale assenza dalla scena pubblica, ma, in caso contrario
sarebbe stato ucciso. "L'accordo con gli Usa è diventato fonte di grande pericolo
per la mia vita. Il desiderio di Holbrooke è che io scompaia. Non ci sono regolarità
in tutto questo, per questo ho deciso di difedermi da solo".
L'udienza riprenderà il 29 agosto.