31/01/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Disparità e confusione nella gestione degli aiuti. Il caso Sri Lanka
Hikkaduwa
“A un mese dalla catastrofe, in alcune zone dello Sri Lanka gli aiuti non sono ancora arrivati e le persone soffrono la fame. In altre aree invece c’è un sovraffollamento di Organizzazioni non governative. Ci sono grandi disparità e molta confusione. Nelle stesse città ci sono gruppi che ricevono gli aiuti e altri che non sono stati ancora soccorsi. Ho incontrato persone che avevano ricevuto le provviste alimentari, ma non le pentole e gli altri utensili per cucinare”. A denunciare questa grave situazione è Gabriele Garniga, missionario laico dei salesiani in Sri Lanka da oltre 20 anni.
 
Cattiva gestione e antichi problemi. “Le cause di queste differenze sono tante”, prosegue. “Ci sono problemi fra comunità etniche e religiose diverse, ma anche  interessi politici e privati. A Trincomalee, città tamil della costa nordorientale, le autorità ci hanno affidato solo alcuni quartieri. Mentre eravamo lì, circa 250 famiglie, che hanno perso tutto (abitavano due isolati spazzati via dall’onda) e non hanno ricevuto ancora gli aiuti, hanno bloccato le strade per far valere i loro diritti.  Solo così sono riusciti ad ottenere le tende per ripararsi dalle intemperie. In questa città ci sono ben 71 Ong registrate, ma non sempre collaborano fra loro”.
 
Il nord dimenticato. Le zone in cui la situazione è più critica sono il nord e il sudovest del Paese.  “Il nord tamil – spiega Garniga  - è un grande punto interrogativo, nessuno adesso può dire come si risolverà la tensione tra il governo centrale (rappresentante della maggioranza cingalese) e il movimento guerrigliero per la liberazione della patria tamil (Ltte). La presidente Chandrika Kumaratunga ha teso una mano all’Ltte per collaborare nella gestione degli aiuti, ma un partito della coalizione di governo, il Jvp, si è opposto a questa iniziativa. Rifiuta ogni avvicinamento alla guerriglia. Tutti gli osservatori dicono che questo sarebbe il momento di far cadere le barriere tra nordest e sud, di riprendere il dialogo di pace in stallo dal novembre 2003. Eppure si sta andando in un’altra direzione: l'altro giorno i giornali parlavano del reclutamento di 40 bambini soldato da parte dell’Ltte”. Il conflitto tra l’Ltte e il governo dura dal 1983 e finora ha causato 65mila vittime.
 
TrincomaleeSudovest nel caos. “A sudovest – continua l’operatore umanitario - è un disastro. In alcune zone la marea è arrivata a 500/600 metri dal mare e ha portato via ogni cosa. Comunque sono arrivate molte organizzazioni. A Hikkaduwa i buldozer lavorano incessantemente per spianare le macerie. E’ difficile prevedere quando inizierà la ricostruzione. Nel villaggio vicino, dove la marea ha fatto deragliare il treno Matara Express, ho incontrato un uomo che aveva perso tutti i famigliari. Intorno a lui altre persone cercavano di liberare dal fango le fondamenta delle loro case e di costruire una tettoia sotto cui sistemarsi”. Per la ricostruzione, bisogna infatti aspettare le indicazioni del governo che ha annunciato una nuova legge secondo la quale non si potrà edificare a meno di 200 metri dal mare. “Ciò però può creare dei problemi”, dichiara Garniga. “I pescatori si dovranno trasferire in zone che le autorità non hanno ancora destinato all’edificazione. In questa situazione paradossale molte persone si troveranno a vivere in balia delle leggi e a sopravvivere nelle tendopoli”.
 
continua
 

Francesca Lancini

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