01/08/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



La Diego Garcia utilizzata come prigione illegale
La Base Usa Diego Garcia è stata usata come centro segreto per interrogatori e detenzione di presunti terroristi. La notizia, diffusa dal Time Magazine, era stata ventilata in diverse occasioni, tra cui un rapporto di Human Rights First del 2004, che individuava nel piccolo atollo dell'Oceano indiano a metà strada tra Asia e Africa, uno dei sette centri di prigionia segreti utilizzati nell'ambito delle 'rendition', i trasferimenti di presunti terroristi da un Paese all'altro in violazione della sovranità territoriale, degli standard umanitari sul trattamento dei prigionieri e delle tutele legali dovute ai detenuti.
 
L'isola Diego GarciaNegare l'evidenza. "Gli Stati uniti non hanno mai trasportato nessuno in un Paese dove i prigionieri hanno subito torture. Gli Stati Uniti non usano lo spazio aereo o gli aeroporti di alcun Paese per trasferirli in altri Paesi dove verranno torturati". Questa era stata la dichiarazione di Condoleezza Rice nel 2005. Il presidente Usa Bush, due anni dopo, dietro pressione di numerosi rapporti di organizzazioni per la tutela dei diritti umani e interrogazioni parlamentari di numerosi Paesi europei e dello stesso Parlamento europeo, aveva invece ammesso l'esistenza di un programma della Cia in cui compagnie aeree private trasportavano sospetti in prigioni segrete intorno al mondo. I centri individuati alcuni anni fa erano circa una decina: uno in Iraq, sette in Afghanistan, uno in Pakistan, uno in Giordania, un altro alla base di Diego Garcia, nonché due su altrettante navi militari della marina statunitense. Successivamente, emersero testimonianze sull'esistenza di segrete anche nel territorio europeo, in Polonia e Romania.
 
Ubicazione geograficaSituation Room. Attraverso un ufficiale Usa oggi in pensione, il Time Magazine conferma che nell'isola di Diego Garcia, nel 2002 e nel 2003, vennero imprigionati e interrogati sospetti terroristi. Il militare, dietro l'anonimato, partecipò a numerose riunioni della 'Situation Room' della Casa Bianca, il centro nevralgico decisionale sulle questioni legate alla lotta al terrorismo dopo l'11 settembre. La fonte racconta che durante un incontro, un agente della Cia parlò espressamente dell'utilizzo dell'isola per la detenzione e l'interrogatorio di uno o più prigionieri 'di grande importanza', che in alcuni casi vennero anche interrogati sulle navi che stazionavano nelle acque territoriali dell'isola, la cui sovranità è britannica.
 
Un B-52 e un Stealth sulla pista della Diego GarciaAl di sopra del diritto. Per avere conferma della rivelazione dell'ufficiale contattato dal Time, il magazine statunitense ha intervistato Richard Clarke, ex consulente speciale di Bush sulla Sicurezza nazionale e il contro-terrorismo. "La possibilità di utilizzare la base di Diego Garcia - ha detto Clarke - per la detenzione di terroristi di primo piano è stata più volte discussa in mia presenza. Dato ciò che sappiamo circa l'approccio dell'amministrazione Bush, in termini legali, di fronte a questi problemi, ritengo che la possibilità dell'uso della Diego Garcia sia stato assolutamente verosimile". Clarke, da sempre critico della gestione della guerra al terrore da parte dell'amministrazione Bush, ha dichiarato che utilizzare l'isola senza l'autorizzazione del governo britannico rappresenta una 'violazione non solo della legge britannica, ma anche dell'accordo bilaterale che disciplina la gestione del suo territorio'.
 
Obblighi morali e legali. Il direttore della Cia, nel febbraio scorso, aveva ammesso che due voli in rotta per il Marocco e Guantanamo si erano fermati nell'isola, ma solo all'interno del programma di 'rendition', ovvero per il tempo necessario a fare rifornimento e ripartire verso le destinazioni prefissate. Nel 2003, lo stesso Time aveva rivelato che Hambali, la mente delle stragi di Bali, era detenuto nella base Usa della Diego Garcia. A giugno, il ministro degli Esteri britannico David Miliband ha dichiarato che la Gran Bretagna non accetterà più come oro colato le dichiarazioni degli Usa che negano torture a prigionieri, e che Londra ha "l'obbligo morale e legale" di far sì che nessuna detenzione, interrogatorio o tortura avvenga nel suo territorio nazionale, Diego Garcia compresa.
 
Decollo di uno StealthMedici per i diritti umani. Sulla questione è intervenuta anche l'organizzazione umanitaria statunitense Physicians for Human Rights (Medici per i diritti umani), che ha lanciato un appello per un'inchiesta 'transatlantica' da parte del Congresso Usa e del Parlamento britannico che faccia luce sull'utilizzo della Diego Garcia come centro di detenzione segreto. "Il trattamento dei detenuti e le pratiche di interrogatori dell'amministrazione Bush hanno danneggiato la reputazione della nostra nazione come leader nel campo dei diritti umani" ha dichiarato il direttore Frank Donaghue. "Sette anni di segreti sussurati in stanze segrete devono cessare, e una nuova epoca di testimonianze registrate e interrogatori con tutte le tutele legali finalmente cominciare".
 
La Diego Garcia, l'isola più grande dell'arcipelago delle Chagos, è lunga 25 chilometri e larga 10. Ospita circa 5 mila persone, tra militari e contractors civili. Da qui sono partiti i bombardieri B-52 per le missioni in Iraq e Afghanistan.

Luca Galassi

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