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Negare l'evidenza. "Gli Stati uniti non hanno mai trasportato nessuno in un Paese dove i prigionieri
hanno subito torture. Gli Stati Uniti non usano lo spazio aereo o gli aeroporti
di alcun Paese per trasferirli in altri Paesi dove verranno torturati". Questa
era stata la dichiarazione di Condoleezza Rice nel 2005. Il presidente Usa Bush,
due anni dopo, dietro pressione di numerosi rapporti di organizzazioni per la
tutela dei diritti umani e interrogazioni parlamentari di numerosi Paesi europei
e dello stesso Parlamento europeo, aveva invece ammesso l'esistenza di un programma
della Cia in cui compagnie aeree private trasportavano sospetti in prigioni segrete
intorno al mondo. I centri individuati alcuni anni fa erano circa una decina:
uno in Iraq, sette in Afghanistan, uno in Pakistan, uno in Giordania, un altro
alla base di Diego Garcia, nonché due su altrettante navi militari della marina
statunitense. Successivamente, emersero testimonianze sull'esistenza di segrete
anche nel territorio europeo, in Polonia e Romania.
Situation Room. Attraverso un ufficiale Usa oggi in pensione, il Time Magazine conferma che
nell'isola di Diego Garcia, nel 2002 e nel 2003, vennero imprigionati e interrogati
sospetti terroristi. Il militare, dietro l'anonimato, partecipò a numerose riunioni
della 'Situation Room' della Casa Bianca, il centro nevralgico decisionale sulle
questioni legate alla lotta al terrorismo dopo l'11 settembre. La fonte racconta
che durante un incontro, un agente della Cia parlò espressamente dell'utilizzo
dell'isola per la detenzione e l'interrogatorio di uno o più prigionieri 'di grande
importanza', che in alcuni casi vennero anche interrogati sulle navi che stazionavano
nelle acque territoriali dell'isola, la cui sovranità è britannica.
Al di sopra del diritto. Per avere conferma della rivelazione dell'ufficiale contattato dal Time, il
magazine statunitense ha intervistato Richard Clarke, ex consulente speciale di
Bush sulla Sicurezza nazionale e il contro-terrorismo. "La possibilità di utilizzare
la base di Diego Garcia - ha detto Clarke - per la detenzione di terroristi di
primo piano è stata più volte discussa in mia presenza. Dato ciò che sappiamo
circa l'approccio dell'amministrazione Bush, in termini legali, di fronte a questi
problemi, ritengo che la possibilità dell'uso della Diego Garcia sia stato assolutamente
verosimile". Clarke, da sempre critico della gestione della guerra al terrore
da parte dell'amministrazione Bush, ha dichiarato che utilizzare l'isola senza
l'autorizzazione del governo britannico rappresenta una 'violazione non solo della
legge britannica, ma anche dell'accordo bilaterale che disciplina la gestione
del suo territorio'.
Medici per i diritti umani. Sulla questione è intervenuta anche l'organizzazione umanitaria statunitense
Physicians for Human Rights (Medici per i diritti umani), che ha lanciato un appello
per un'inchiesta 'transatlantica' da parte del Congresso Usa e del Parlamento
britannico che faccia luce sull'utilizzo della Diego Garcia come centro di detenzione
segreto. "Il trattamento dei detenuti e le pratiche di interrogatori dell'amministrazione
Bush hanno danneggiato la reputazione della nostra nazione come leader nel campo
dei diritti umani" ha dichiarato il direttore Frank Donaghue. "Sette anni di
segreti sussurati in stanze segrete devono cessare, e una nuova epoca di testimonianze
registrate e interrogatori con tutte le tutele legali finalmente cominciare".Luca Galassi