Dopo le pesanti accuse rivolte da Kabul ai servizi segreti pakistani di essere
collusi con i miliziani delle zone tribali, arriva una pesantissima bordata da
Washington: alti quadri dell'Isi, l'Inter-service Intelligence, informerebbero
i talebani degli attacchi Usa, dando loro la possibilità di mettersi al riparo.
A riferire di questa accusa, è il ministro della Difesa pakistana, Ahmed Mukhtar
il quale ha apertamente detto che gli statunitensi sospettano dell'Isi.

Questa ammissione pubblica da parte del ministro, mostra che i rapporti tra i
due paesi stanno peggiorando. Secondo analisti militari i rapporti tra la Cia
e l'Isi sarebbero già da tempo molto lontani dall'essere distesi. Ahmed Mukhtar,
che è negli Stati Uniti in visita ufficiale insieme con il premier, Yousuf Raza
Gilani, ha rilasciato un'intervista all'emittente di Stato pakistana Geo Tv in
cui riporta il "fastidio" espresso dalla Casa Bianca in merito alla vicenda. La
frecciata è diretta chiaramente a chi è alla guida dei servizi. "Il presidente
Bush mi ha chiesto chi realmente si trova a capo dell'Isi". Il messaggio lanciato
indirettamente da Washington a Islamabad è la richiesta di un maggiore impegno
nel contrastare i talebani nei territori di confine con l'Afghanistan. Esperti
sostengono che gli Usa non avvertiranno più il governo e l'esercito pakistano
di futuri attacchi nelle zone lungo il confine.
Il premier Gilani ha difeso a spada tratta l'Isi, definendola "una grande istituzione",
ma non tutti gli schieramenti politici e l'opinione pubblica la pensano allo stesso
modo: non sono mancate anche dall'interno, infatti accuse di "deviazione". Sabato
scorso il governo aveva annunciato che i servizi segreti sarebbero passati sotto
il controllo del ministro dell'Interno, salvo poi fare una repentina marcia in
dietro.
Il rimprovero di Washington diretto al governo sembrerebbe aver messo in imbarazzo
anche il presidente Musharraf e l'esercito.