Decine di ex soldati haitiani hanno abbandonato le vecchie caserme militari nel
nord e nell'ovest a Haiti che avevano occupato stabilendo una tregua pacifica,
dopo una protesta durata 24 ore.

Gli ex militari si erano insediati nelle vecchie strutture militari per chiedere
al governo di ricostituire l'esercito nazionale, sciolto nel 1995. Inoltre chiedevano
a gran voce il pagamento degli stipendi arretrati. I caschi blu delle Nazioni
Unite (la Minustah) e la polizia serano accorsi nella zona per verificare lo stato
delle tensioni. Momenti di agitazione hanno preso il sopravvento sul dialogo fino
a sfociare in alcuni tafferugli fra le parti. Anche alcuni cittadini della zona,
accorsi per dare man forte ai manifestanti hanno attaccato gli agenti di polizia
e i caschi blu Onu.
I dimostranti sembrano non aver nessuna intenzione di fermare le loro proteste
fino a quando hanno deciso di aprire una trattativa con alcuni agenti della polizia
accorsi sul posto. Non si conoscono al momento i dettagli della negoziazione ma
un ufficiale della polizia ha detto a un'emittente radiofonica haitiana che gli
agenti se le cose non si fossero sistemate quanto prima sarebbero stati pronti
a ricorrere alla forza.
Il leader dei dimostranti, Milot Laguerre, ha fatto sapere che la decisione di
consegnarsi alle forze dell'ordine è stata presa dopo aver preso coscienza del
fatto che insieme a loro c'erano anche diversi civili. “Noi eravamo pronti a morire”
ha spiegato Laguerre che ha aggiunto “Abbiamo deciso di arrenderci pensando che
le nostre proteste non dovevano mettere di mezzo i civili”.
L'ex presidente Jean Bertrand Aristide ha sciolto l'esercito nel 1995 durante
il suo primo mandato. Una forza di mantenimento di pace delle Nazioni Unite composta
da circa 8mila soldai di diverse nazionalità è l'unico contingente reale che garantisce
sicurezza nel Paese.