Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si è accordato sulla soluzione
britannica di prolungare fino al 31 luglio 2009 la missione di pace dell'Onu in
Darfur.

I quindici membri del Consiglio hanno espresso le loro preoccupazioni sulle conseguenze
dell'accusa di genocidio piovute sul presidente sudanese, Omar Hassan al Bachir,
da parte della Corte Penale Internazionale. L'ambasciatore del Sudan, Abdalmahmoud
Abdalhaleem, ha trovato la soluzione 'accettabile'. Sette membri, Sudafrica, Burkina
Faso, Cina, Indonesia, Libia, Russia e Vietnam hanno espresso i loro timori sull'impatto
che l'accusa di Bachir potrebbe avere sui tentativi di ristabilire la pace in
Darfur.
Secondo gli accordi, il Consiglio cercherà di alleviare le preoccupazioni sollevate
dai sei membri sull'accusa arrivata dal procuratore generale del Cpi.
La magistratura accusa Bachir di essere direttamente responsabile della morte
di 35 mila persone e di aver la causato 'la morte lenta' di almeno altre 100 mila
dopo l'inizio del conflitto in Darfur nel 2003. Le Nazioni Unite sperano che la
missione termini entro fine 2008, ma i responsabili sono scettici sul raggiungimento
di questo obiettivo.