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“Il lavoro della Unmee è giunto al termine non perché il suo mandato era stato assolto, ma perché era
diventato impossibile applicarlo”. Le parole di Jan Grauls, rappresentante belga
al Consiglio e promotore della risoluzione di chiusura, riassumono bene tutte
le difficoltà incontrate negli ultimi mesi dalla missione, creata alla fine della
guerra scoppiata nel 1998 e costata la vita ad almeno 70.000 persone. Tanto che
l’unanimità raggiunta ieri al Consiglio mostra come la decisione fosse una formalità
per prendere atto di una situazione diventata insostenibile. I problemi erano
cominciati l’anno scorso, con alcune limitazioni di movimento imposte dall’Eritrea
ai peacekeepers e seguite dalla cessazione delle forniture di carburante, decisione che costrinse
lo scorso febbraio l’Onu ad evacuare il personale militare dall’Eritrea. In sostanza
né Asmara né Addis Abeba hanno fatto nulla per “salvare” la presenza della missione,
divenuta senza senso una volta che le è venuto a mancare l’appoggio dei due stati.
E ora torna reale la minaccia di una ripresa del conflitto tra i due stati, i
cui contrasti sulla linea di confine non hanno ancora permesso il raggiungimento
di un accordo di pace.
In teoria, il confine sarebbe stato tracciato da una Commissione indipendente,
creata dagli accordi di Algeri che permisero la cessazione delle ostilità, ma
l’Etiopia si rifiutò di riconoscere le decisioni della Commissione una volta che
questa assegnò i territori contesi all’Eritrea. Buona parte del fallimento della
missione va imputato alle Nazioni Unite, che non si sono mai impegnate per costringere
Addis Abeba a rispettare gli accordi. Così, per far valere le sue ragioni Asmara
ha messo pressione sulla missione Onu, limitandone i movimenti, per tentare di
disseppellire una querelle diplomatica che il Consiglio di Sicurezza aveva insabbiato.
Cosa più preoccupante, dall’inizio dell’anno numerosi rapporti della Unmee avevano riferito di un numero sempre maggiore di truppe ammassate al confine
tra i due Paesi, quasi che un nuovo scontro dovesse essere imminente. Una ripresa
del conflitto non è assolutamente scontata ma, come ha sottolineato Ban Ki-moon,
senza una forza di interposizione qualsiasi piccolo incidente di confine potrebbe
innescare un conflitto. Matteo Fagotto
Parole chiave: eritrea, etiopia, unmee, asmara, addis abeba, badme, onu