Adesso è ufficiale:
il presidente del Paraguay, Fernando Lugo, da ieri non è più vescovo della chiesa cattolica. La notizia è stata resa nota
dal Nunzio Apostolico di Asuncion, monsignor Orlando Antonini.

Lo stesso Lugo nel dicembre scorso aveva chiesto alla Santa Sede di poter abbandonare
gli abiti sacerdotali, condizione che, viste le norme della chiesa cattolica,
non gli avrebbero consentito di potersi
candidare alla presidenza del Paese.
Il Cardinal Giovanni Battista Re in un comunicato rilasciato alla stampa ha fatto
sapere che “Benedetto XIV dopo aver esaminato minuziosamente tutte le circostanze
ha concesso a Lugo la perdita dello stato clericale e la conseguente perdita dei
diritti a esso connessi”, dispensano il presidente dall'obbligo di celibato e
da tutti gli obblighi che lo stato clericale comporta.
E' la prima volta che un papa segue personalmente una vicenda simile e prende
una decisione di questo tipo. Fernando Lugo era già stato sospeso a divinis quando rese nota la sua decisione a candidarsi alla presidenza del Paraguay.
Soddisfazione è stata espressa dall'interessato che non appena venuto a conoscenza
della notizia ha commentato: “Voglio ringraziare sinceramente Sua Santità per
questa decisione che non sarà stata assolutamente facile da prendere. E' una notizia
che aspettavo da molto tempo”.
Lugo considerato un vescovo “ribelle” è stato da sempre associato a figure importanti
legate alla Teologia della Liberazione, come il famoso vescovo ecuadoriano Leonidas
Proano con il quale ha lavorato intorno agli anni Settanta. Sorpresa finale: Lugo
non esclude che dopo la fine del suo mandato, nell'agosto 2013, possa riprendere
il ruolo di sacerdote.