
Continua l'inchiesta sul duplice attentato di domenica a Istanbul: le registrazioni
delle videocamere di sorveglianza e le deposizioni dei testimoni hanno permesso
di identificare un sospettato. Il quotidiano Vatan e il giornale liberale Taraf
descrivono l'indiziato come un uomo tra i 20 e i 25 anni, alto circa un metro
e settanta., che al momento dell'attacco indossava una maglietta verde. Altri
quotidiani parlano di due responsabili identificati, ma non forniscono dettagli
sul possibile secondo uomo.
Vatan inoltre precisa che la seconda bomba, esplosa una decina di minuti dopo
la prima, era fornita di un sistema di accensione lento in modo da non esser individuata
dalla polizia e per quanto riguarda il tipo di esplosivo utilizzato, il ministro
dell'interno, Besir Atalay, ha precisato che si tratta di Tnt.
La polizia al momento privilegia la pista del movimento separatista del Pkk,
Partito dei lavoratori del Kurdistan, che però lunedì ha negato qualsiasi coinvolgimento.
L'ipotesi che le forze di sicurezza portano avanti è quella di un uomo arrivato
dai monti Qandil, dal nord dell'Iraq, dove i ribelli hanno stabilito il loro quartiere
generale. Questa ipotesi era già stata valutata dal primo ministro Recep Tayyip
Erdogan, che aveva definito l'attentato come un 'costo' da pagare per le operazioni
dell'esercito turco contro i ribelli che si trovano nel nord dell'Iraq.
Martedì è stato bombardata una postazione del Pkk, prendendo di mira una grotta
usata come rifugio dai guerriglieri, e uccidendo un numero considerevole di ribelli.
Si tratta della terza offensiva in una settimana. Da dicembre la Turchia ha effettuato
una serie di operazioni militari per sconfiggere le postazioni del Pkk nel Kurdistan
iracheno.