30/07/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



I giudici di Belgrado consentono l'estradizione all'Aja, rompendo gli indugi della difesa
Radovan Karadzic, da questa mattina, è rinchiuso nel carcere olandese di Shaveningen. Un convoglio di auto blindate, scortate dai corpi speciali serbi (con gli agenti tutti a volto coperto) si è mosso all'alba verso l'aeroporto di Belgrado.

karadezic trasportato all'aja da rotterdamIn cella all'Aja. Karadzic era atteso da un volo per Rotterdam, dal quale è stato trasferito nel centro di detenzione nei pressi dell'Aja, dove apparirà nei prossimi giorni davanti al Tribunale Penale Internazionale che lo accusa di crimini di guerra e genocidio commessi in Bosnia.
E' finita così la farsa del ricorso della difesa dell'ex leader dei serbi di Bosnia. ''No, il ricorso non è mai stato spedito. Era il solo mezzo per ritardare la sua partenza dalla Serbia e consentire alla sua famiglia, che si trova in Bosnia, di visitarlo'', ha ammesso Svetozar Vujacic, l'avvocato di Karadzic, parlando con l'emittente B92. Ieri Ivana Ramic, portavoce del Tpi, aveva confermato che il ricorso non era ancora arrivato e i giudici di Belgrado hanno emesso il loro verdetto in serata, subito esecutivo. Una cella singola di quindici metri quadri, con un letto, uno scrittoio, un televisore che riceve anche la televisione serba, un bagno, un interfono per comunicare con le guardie. Questo sarà, per i prossimi anni, il regno dello psichiatra – poeta Radovan Karadzic, 63 anni, che ha sognato la Grande Serbia e non si è fatto scrupolo di massacrare civili innocenti per attuare il suo piano.

dimostranti ieri in piazza a belgradoUna piccola cella. Karadzic dovrà sottoporsi a una visita medica e poi comparire in udienza preliminare davanti ai giudici che gli comunicheranno formalmente le accuse di cui è imputato e i suoi diritti. A quel punto Karadzic avrà trenta giorni per dichiararsi colpevole o innocente. Secondo quanto dichiarato dal suo stesso avvocato, contrario all'idea, l'ex leader dei serbi di Bosnia si difenderà da solo.
Nello stesso centro di detenzione si trovano personaggi illustri che, come Karadzic, hanno caratterizzato gli anni di sangue seguiti alla dissoluzione della ex-Jugoslavia. Su tutti
Ante Gotovina, generale croato accusato di una pulizia etnica contro i serbi, e Vojislav Seselj, capo della milizia serba di Belgrado. Nello stesso centro è stato detenuto, ed è morto, Slobodan Milosevic. Mancano all'appello Ratko Mladic, il generale serbo bosniaco esecutore materiale del massacro di Srebrenica, e Goran Hadzic, ex presidente dell'effimera Repubblica serba della Krajina, imputato di crimini di guerra.
Karadzic adesso è solo e il governo di Belgrado non vede di girare pagina. I tempi lunghi del ricorso snervavano le istituzioni serbe, intimorite da possibili moti di piazza. Ieri i sostenitori di Karadzic avevano chiamato a raccolta i radicali in piazza della Repubblica, nella capitael serba. In 15mila erano accorsi, con foto di Karadzic e Mladic e le tre dita (simbolo ortodosso) levate al vento.
Dopo i tafferugli con la polizia, almeno quaranta dimostranti sono finiti in manette.

Christian Elia

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