stampa
invia
La casuarina è un albero magico. Invece di morirne, sopporta l'acqua salata e
i venti sferzanti dell'Oceano, a differenza di quasi tutte le altre piante. L'altra
sua magia è che ha origini celesti, a sentire gli abitanti di Naluvedapathy, Stato
del Tamil Nadu, India meridionale. L'arbusto, che può raggiungere fino a 10 metri
di altezza, è infatti sacro agli indù di quelle parti. Come l'eucalipto. Piantarne
in abbondanza significa ingraziarsi le potenze divine che regolano il tempo atmosferico.
Sembra che queste ultime abbiano particolarmente gradito, se due anni fa hanno
reso possibile un'altra magia: consentire a Naluvedapathy di entrare nel Guinness
dei Primati. L'idea nacque dalla necessità. Le autorità distrettuali del Nagattipam,
il distretto marittimo che ospita il villaggio di Naluvedapathy, decisero che
occorreva interrompere le cicliche sorti di quelle terre: allagamenti nel periodo
dei monsoni e siccità nei mesi estivi. Attraverso un massiccio rimboschimento,
si intendeva fornire al problema una soluzione di lunga durata. Fu mobilitato
il sostegno pubblico: la gente del Nagattipam, fortemente solidale e assai religiosa,
rispose con un entusiasmo senza precedenti. Nell’ottobre del 2002 vennero piantati
250 mila alberi: una mega-piantagione. A novembre, con l’arrivo di una nuova,
opprimente siccità, si pensò di ripetere l'esperienza. Ma mancava terra. Così,
i contadini di Naluvedapathy offrirono la loro. Qualcuno tra i più audaci suggerì
anche di tentare l'impossibile: battere il record mondiale, che apparteneva ai
'rivali' di Nilgiris, sempre Tamil Nadu: 42.182 alberi, piantati in due giri completi
d'orologio.
Guinness dei Primati. La sfida fu vinta il 2 dicembre 2002. I contadini di Naluvadepathy riuscirono
a piantare 80.244 alberi in 24 ore (60 mila casuarine e 20 mila eucalipti). L'ultima
magia della Casuarina appartiene a quella dimensione della natura in cui accadono
solo fatti eccezionali, ai quali taluni danno il nome di miracolo, e che altri
chiamano invece pure, fortuite casualità. Il fatto è che il villaggio di Naluvedapathy
è stato quasi interamente risparmiato dallo tsunami che ha investito il Tamil
Nadu il 26 dicembre scorso. Solo due, delle 8 mila persone scomparse nella regione,
provenivano da questo villaggio costiero. Lo tsunami si è addentrato per oltre
un chilometro, inondando i campi, le strade, le case dai tetti di paglia. Casuarine
ed eucalipti, piantati a migliaia due anni prima, e a migliaia, seppur in modo
minimo, cresciuti, hanno assorbito l'impatto dell'onda, attenuandolo e neutralizzandone
- parzialmente - l'energia distruttiva. La zona interessata dall'evento è lunga
solo qualche chilometro, e si estende per poche centinaia di ettari. Ma per la
gente del Nagattipam, la verde e lussureggiante barriera eretta per compensare
l'aridità dei mesi estivi è stata la manifestazione della tutela divina.
Salvati dallo tsunami. "Se siamo vivi lo dobbiamo unicamente agli alberi - ha raccontato un residente
- e al volere divino. Avevamo piantato gli alberi per invocare gli dei della pioggia,
ma nessuno avrebbe immaginato che sarebbero serviti per difenderci dallo tsunami".
Le autorità del Nagattipam hanno orgogliosamente elevato a modello la loro esperienza
di rinfoltimento arboreo, facendone un esempio di mitigazione degli effetti dello
tsunami. “Ogni villaggio della nostra costa dovrebbe piantare alberi – ha spiegato
Makiyazhakan, contadino 55enne -. Il valore degli alberi è prezioso. A volte,
più prezioso della vita stessa”.Luca Galassi