Canberra offrirà dei consiglieri militari a Islamabad per fornire una preparazione
tecnica all'esercito pachistano, impegnato nella lotta contro i talebani e i membri
di al-Qaeda che regnano nelle zone tribali ai confini con l'Afghanistan. Il governo
australiano è seriamente preoccupato, data la presenza dei suoi 1.080 uomini schierati
sotto il comando Nato, per come i guerriglieri, che hanno giurato guerra all'Occidente,
riescano a entrare e uscire dal paese senza alcuna difficoltà.

Il ministro della Difesa, Joel Fitzgibbon, ha precisato alla stampa che nessun
soldato australiano verrà mandato nelle aree tribali, ma solo, eventualmente,
consiglieri militari che possano "munire l'esercito pachistano di abilità e mezzi
utili a condurre un'efficace campagna contro gli insorti e a pianificare operazioni
civili".
L'anarchia che regna nel nord-ovest del paese, lungo i confini afgani, costituisce
un terreno fertile per i talebani e, a quanto pare, anche per i guerriglieri della
Jemaah Islamiah, organizzazione responsabile di atti terroristici in Indonesia
tra cui quelli di Bali in cui persero la vita 92 cittadini australiani.
Il deteriorarsi dei rapporti tra Kabul e Islmabad non può che rafforzare le posizioni
dei miliziani. Negli ultimi mesi, i servizi segreti afgani hanno ripetutamente
accusato quelli pakistani, l'Isi, di avere elementi deviati al loro interno che
fiancheggiano la guerriglia. Del resto gli attacchi lungo i confini, dovuti alle
infiltrazioni talebane, sono aumentate del 40 percento nei primi sette mesi dell'anno.
Anche Condoleeza Rice, il Segretario di Stato Usa, durante la sua visita ufficiale
in Australia aveva parlato di un maggior impegno da richiedere a Islamabad nel
lotta al terrore. Parimenti il presidente George W. Bush, che ha ricevuto nei
giorni scorsi il premier pachistano Yousafa Raza Gilani, ha insistito sullo stesso
punto: aumentare la pressione sui confini per debellare la minaccia terroristica,
che mette in pericolo seriamente la sicurezza degli uomini impegnati in Afghanistan.