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Era una delle poche notizie che escono dall'Australia e fanno il giro del mondo: qualsiasi richiedente asilo arrivato nell'isola-continente veniva messo in carcere, e lì ci rimaneva mentre la sua pratica veniva esaminata. Le immagini delle proteste di questi migranti, alcuni con le labbra cucite a simboleggiare la loro mancanza di voce, hanno fatto il giro del mondo e divennero la caratteristica più conosciuta all'estero del conservatore John Howard. Otto mesi dopo la sconfitta del premier che l'ha governata per undici anni, l'Australia ora volta pagina. Il nuovo governo di Kevin Rudd ha deciso di abbandonare la politica di detenzione automatica per i richiedenti asilo.
Le nuove disposizioni. “Non è un'apertura di massa dei cancelli, è una cosa relativa a un trattamento
più umano dei richiedenti asilo”, ha detto il ministro per l'immigrazione Chris
Evans presentando le nuove disposizioni. “Questo governo rifiuta l'idea che la
de-umanizzazione e la punizione degli arrivi non autorizzati con detenzioni a
lungo termine sia una risposta efficace e civile. Le persone disperate non vedono
come un deterrente la minaccia di una detenzione severa, spesso scappano da circostanze
ben peggiori”, ha aggiunto Evans. Sotto la nuova politica, il carcere rimarrà
una possibilità remota, da utilizzare solo come ultima risorsa con i rifugiati
considerati una minaccia alla sicurezza. In nessun caso verranno detenuti dei
bambini, mentre la situazione degli adulti in carcere verrà rivista ogni tre mesi.
Rimane un centro di detenzione. Le organizzazioni per i diritti umani hanno accolto con favore le novità del
governo. Amnesty International ha definito le riforme “un passo avanti” che porta
il sistema australiano “in linea con quello delle altre democrazie occidentali”.
Un centro di detenzione però rimarrà attivo, quello dell'Isola di Natale, territorio
australiano a sud dell'arcipelago indonesiano, che il governo Howard ha reso “esterno”
all'Australia per quanto riguarda i migranti in arrivo. Per i tanti profughi in
fuga da Iraq, Afghanistan o Sri Lanka, che arrivano in Indonesia via aereo e poi
tentano il viaggio della speranza via mare, è spesso il primo pezzo di terra australiano
che possono sperare di incrociare.Alessandro Ursic