
I
dieci giovani arrestati nell'operazione del giudice Baltasar Garzon
contro il 'commando Vizcaya' del gruppo armato basco Eta hanno
denunciato di essere stati torturati nel periodo di
incomunicacion.
La
legislazione spagnola anti-terrorista prevede una finestra di cinque
giorni di buio assoluto per chi viene interrogato nelle caserme della
Guardia civil. I dieci presunti militanti di Eta sono stati arrestati
con l'accusa di appartenenza a banda armata. In un comunicato diffuso
dal quotidiano basco Gara, l'organismo anti repressivo Askatasuna
riferisce che gli arrestati avrebbero denunciato al giudice Garzon di
essere stati picchiati con colpi alla testa, sui testicoli e
minacciati di stupro. In alcuni casi sarebbe stata utilizzata la
'bolsa', una guaina che aderisce la volto provocando l'asfissia
temporanea del torturato, mentre altri sarebbero stati minacciati
dagli agenti che si sarebbero detti pronti a utilizzare degli
elettrodi. Il giudice Garzon ha ascoltato le testimonianze dei dieci
che riferivano di estenuanti esercizi fisici e flessioni per lunghi
periodi di tempo, ma nessuna contromisura è stata adottata
giudiziariamente.
La denuncia di abusi, trattamenti degradanti e
torture è pressoché sistematica durante gli
interrogatori condotti dalla Guardia civil nei cinque giorni di
incomunicacion,
ma la legislazione anti-terrorismo non è stata modificata. Il
giudice Garzon, alcuni mesi fa, aveva proposto l'utilizzo di
telecamere per documentare lo stato fisico degli arrestati, ma nessun
avvocato difensore od organizzazione dei diritti umani ha potuto
comprovare la reale effettività della proposta, che rimane
ancorata a una politica dell'annuncio. Gli unici 'esterni' che gli
arrestati possono vedere in quei cinque giorni sono un medico legale,
che spesso tace sulle reali condizioni del detenuto, e un avvocato di
ufficio, che generalmente viene posto alle spalle dell'arrestato che
non ha modo di verificarne identità e reale iscrizione
all'albo. Nel corso degli interrogatori la Guardia civil ha
effettuato dei sopralluoghi in alcune località spagnole
trovando dei magazzini di armi, munizioni ed esplosivo. Oggi un
ordigno è esploso in un tratto dell'autostrada Ap8, nei pressi
di Orio. I cantieri danneggiati appartengono a una ditta che h avuto
alcuni appalti per il treno ad alta velocità. Molti i danni,
nessuna vittima. Per gli investigatori si tratterebbe di una azione
di Eta. Per ora non vi sono conferme.