29/07/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Messico, la consulta popolare dice no agli investimenti privati nella Pemex
La consultazione popolare organizzata dai partiti d'opposizione ha dato il suo responso: i cittadini della capitale non vogliono finanziatori privati nell'impresa statale del petrolio Pemex.

Cittadini della capitale votanoI fatti. Dopo la presentazione del progetto di riforma dell'azienda presentato dal presidente Felipe Caderon nel marzo scorso, il blocco dei partiti d'opposizione ha organizzato una consulta popolare, ovviamente non vincolante, per dimostrare quanto la popolazione non fosse d'accordo con l'iniziativa presidenziale. Vero è che la consulta cittadina non ha raggiunto la partecipazione sperata, solo 800 mila persone su un'aspettativa di circa 1,3 milioni, ma un risultato positivo l'ha dato: a Città del Messico poco meno dell'87 percento dei votanti ha rifiutato categoricamente che finanziamenti privati vadano a contribuire “allo sfruttamento, trasporto, distribuzione, stoccaggio e raffinazione degli idrocarburi”. Nonostante manchino ancora i risultati di almeno dieci stati messicani, che hanno voluto partecipare alla giornata di votazioni, i rappresentanti del Frente Amplio Progresista, il movimento che raggruppa i partiti democratici di sinistra del Paese fra cui il Partido Revolucionario democratico e il Partido del Trabajo, ha chiesto al governo di non sottovalutare il risultato della consultazione e hanno sottolineato l'importanza per i cittadini di poter dire la loro opinione su un argomento così importante come quello del settore energetico.

I risultati parzialiI quesiti. Semplici, efficaci e chiari. La scheda elettorale che si presentava dinanzi agli occhi dei messicani riportava due quesiti. Il primo chiedeva se fossero d'accordo o meno sul fatto che aziende private entrassero nel ciclo produttivo, di raffinazione e trasporto degli idrocarburi, attualmente di totale competenza dello Stato. A questa domanda solo il 15 percento si è detto favorevole all'ingresso di capitali privati nel settore. Più dell'84 percento, però, ha rifiutato la presenza dei privati nell'azienda pubblica.
La seconda domanda chiedeva se fossero d'accordo sull'approvazione delle iniziative relative alla riforma energetica. Altrettanto schiacciante la vittoria dei no: 82 percento contro il 18 percento dei si.

Le operazioni di votoLe reazioni. “Serriamo le fila affinchè il nostro petrolio non finisca nella mani degli stranieri” ha esortato nella giornata di ieri Lopez Obrador, ex candidato alla presidenziali sconfitto proprio da Calderon che non ha escluso una mobilitazione generale per la protezione delle risorse del Paese. “La cosa davvero importante è che si stia creando un movimento organizzato in difesa del petrolio che va oltre ai partiti politici di governo e opposizione. Il tema energetico non è un problema che riguarda solo il governo ma tutti i cittadini del Messico” ha aggiunto l'ex candidato del Prd. All'orizzonte però si delinea anche una ipotetica rottira fra Lopez Obrador e il suo partito il Prd che sembra non voler supportare le iniziative in difesa delle risorse del Paese previste dallo stesso Amlo. 

Alessandro Grandi

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