I militari colombiani hanno usato i simboli di Croce Rossa e Telesur per ingannare le Farc
Scritto per noi da
Viola Conti
“Il governo colombiano ha commesso un delitto, un delitto internazionale”. Parole
grosse fioccano dalla bocca del presidente del Venezuela, Hugo Chavez, durante
il suo consueto programma domenicale Alò Presidente. Al centro delle accuse del
caudillo il comportamento tenuto da Bogotà in occasione della missione Jaque, Scacco, che ha portato alla liberazione di Ingrid Betancourt e di altri 14
ostaggi delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia. A quanto pare, l’esercito
colombiano, per camuffarsi, ha usato l’insegna della Croce Rossa Internazionale
e di TeleSur, il canale televisivo con sede in Venezuela, ma radicato in tutto
il continente e molto vicino alle posizioni anti-Usa di Chavez e compagnia. “E
come se non bastasse, il governo di Alvaro Uribe dopo aver ammesso di aver fatto
un uso illecito del logo di Telesur, ha dichiarato che chiedere scusa alla rete
di informazione era secondario e irrilevante”.
Sputare sulla Croce Rossa. Ma a scatenare ancor più polemica è stato l’uso illecito di un simbolo universalmente
riconosciuto e rispettato come la croce rossa: “Questo è un delitto, un delitto
internazionale. Se lo avessi fatto io – incalza il presidente venezuelano – che
pur sono incapace di farlo, mi avrebbero già processato all’Aja. Che doppia morale
che c’è in questo mondo!”. Quindi un riferimento alle dichiarazioni di Juan Manuel
Santos, il ministro della Difesa colombiano, che ha tranquillamente dichiarato
durante un Forum al Centro per il progresso americano di Washington: “Abbiamo
addestrato i militari affinché si spacciassero per un italiano, un australiano,
un arabo, un medico, un infermiera e un cameraman di TeleSur”, Chavez ribadisce:
“Insiste nel destabilizzare la regione”.
E non finisce qui. Che poi da Caracas venga puntato il dito anche sulle chiare prese di posizione
anti-Chavez di Santos va da sé: “Il ministro della Difesa della Colombia continua
a dire che siamo nemici, ed è il ministro della Difesa, e si prende la libertà
di dire in giro per il mondo qualsiasi cosa gli passi per la mente. Ma è evidente
– aggiunge – è un suddito degli Stati Uniti. Suggerisco ad Alvaro Uribe di destituirlo”.
Quindi ribadisce la sua disponibilità ad aiutare la Colombia, perché è un paese
amico, fratello, ma in cambio del rispetto e del ritiro delle accuse rivoltegli
di aiutare il terrorismo.
L'ira di TeleSur. Presa di posizione ferma sulla questione anche dagli studi di TeleSur. Dopo
aver fermamente condannato l’abuso dei militari colombiani, ha precisato che sta
valutando possibili azioni legali e di denuncia internazionali, dato che quanto
accaduto a minato la credibilità e l’indipendenza della rete, caratteristiche
indispensabili per una informazione libera. Dato che TeleSur “non ha dato nessuna
autorizzazione né al governo colombiano né a nessun altro” di usare i suoi simboli,
quanto accaduto è molto grave, perché mette in discussione la serietà e l’onestà
del suo lavoro giornalistico quotidiano, che ha fatto della “veracità” una bandiera.
“Fingersi giornalisti in una operazione militare è una simulazione perfida e una
fandonia fraudolenta tanto grave – incalza – quanto usare la Croce rossa internazionale,
e non può quindi venir accettata per nessun motivo, perché viola il diritto delle
genti, gli accordi internazionali e le leggi di guerra, conquiste della civiltà”.