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Kirkuk. Sono almeno trentasei i
morti, e 79 i feriti, per l'attentato suicida avvenuto questa mattina
a Kirkuk, 230 chilometri a nord di Baghdad. In città, ritenuta
uno dei più ricchi giacimenti di petrolio al mondo, si teneva
una manifestazione della comunità curda che protestava contro
la legge elettorale varata dal Parlamento la settimana scorsa, ma
respinta dal presidente (curdo) Jalal Talabani. Erano accorsi in
cinquemila per chiedere di rivedere la legge, secondo la quale a
Kirkuk si dovevano rinviare le operazioni di voto fino alla
definizione dello status della città. Per Kirkuk, contesa tra
curdi e sunniti, era previsto un referendum popolare da tenersi entro
il 31 dicembre 2007. Le tensioni in città hanno consigliato un
primo e poi un secondo rinvio di sei mesi. I curdi, che al momento
hanno la maggioranza in città, vogliono votare alle
provinciali (previste per ottobre), ma i sunniti vogliono prima
risolvere la questione dello status.
Baghdad. A
Baghdad, sempre in mattinata, tre donne con cinture esplosive si sono
fatte esplodere tra i pellegrini sciiti che accorrono nella capitale
da tutto il Paese per commemorare il martirio dell'Imam
Moussa Kadim. La moschea è nel quartiere settentrionale di
Baghdad chiamato Kazimiyah e le tre attentatrici suicide si sono
mischiate alla folla facendosi esplodere e uccidendo almeno ventotto
persone. La situazione resta tesa, anche perché oggi sono
attesi nella capitale almeno tre milioni di pellegrini e il culmine
dei festeggiamenti è previsto per domani. Si temono nuovi
attentati e l'allarme era già alto dopo che ieri sette
pellegrini sciiti sono stati uccisi a Baghdad da un commando che ha
aperto il fuoco in un quartiere meridionale della città. In
vista della ricorrenza, di grande significato religioso per gli
sciiti, le misure di sicurezza sono state intensificate nel timore di
attacchi da parte di miliziani appartenenti alla comunità
rivale dei sunniti. Il rafforzamento della sicurezza è stato
deciso anche in considerazione di quanto accadde tre anni fa in
occasione della stessa ricorrenza, quando mentre migliaia di fedeli
stavano affluendo verso la moschea di Khadimyia, si diffuse la voce
che un attentatore kamikaze stava per farsi esplodere tra la folla su
un ponte. La notizia scatenò un panico incontrollato e nella
gigantesca ressa almeno mille persone rimasero uccise.Christian Elia