É di almeno 16 morti e 154 feriti il bilancio degli
attentati esplosivi avvenuti nella serata di ieri a Istanbul. Due
ordigni sono esplosi, a breve distanza di tempo, nel quartiere di
Gungeron, nella parte europea della città.

Il presidente turco
Abdullah Gul si è detto certo della matrice terroristica
dell'attentato e ha fatto sapere che “Nessun obiettivo può
essere raggiunto con la violenza, il terrorismo, uccidendo degli
innocenti. Questi attacchi dimostrano quanto disumani e miserabili
siano i mandanti”. Le autorità pensano che dietro l'attacco
ci sia la mano del partito dei lavoratori curdi, il Pkk, ma le
esplosioni non sono ancora state rivendicate. La prima bomba era piazzata all'interno
di una cabina del
telefono, mentre la seconda, esplosa mentre accorrevano i
soccorritori per la prima esplosione, era nascosta all'interno di un
cassonetto dei rifiuti. A quanto riferiscono i media, una telefonata
anonima aveva anche avvertito di un terzo ordigno, che però
non è stato ritrovato. L'ultimo episodio di attentato di
questa gravità in Turchia risale al 20 novembre 2003 a
Istanbul, quando due attentatori suicidi si fecero esplodere contro
il consolato e una banca britannici, provocando la morte di 30
persone. In quel caso l'azione fu rivendicata dalla reta di Al Qaeda.