
Almeno 13 morti e una settantina di feriti. Ieri sera due
bombe sono esplose nella zona europea di Istanbul. «È certo che si è trattato
di un attacco terroristico», ha dichiarato il governatore della città, Muammer
Guler. L'attentato è avvenuto in due tempi: una prima piccola carica è
scoppiata in una cabina telefonica, poi, dopo qualche minuto, un potente
ordigno collocato in un contenitore di rifiuti ha fatto strage tra la folla che
si era nel frattempo assiepata intorno al luogo della prima esplosione, in una
affollata zona commerciale del quartiere periferico di Gungoren, sulla riva
europea della capitale turca. La rete televisiva Ntv ha cominciato quasi subito
a trasmettere immagini del luogo dell'attentato, facendo vedere le ambulanze in
cui venivano caricate le persone ferite in modo grave e che partivano a tutta
velocità verso gli ospedali. «Abbiamo ricoverato circa 30 feriti molto gravi»,
ha riferito Abdullah Toker, dirigente dell'ospedale Gungoren Kolon. Altre
immagini mandate in onda dalla Ntv hanno mostrato scene di panico, persone
insanguinate e disorientate che correvano in tutte le direzioni in mezzo a
frammenti di vetro e calcinacci. L’attentao avviene alla vigilia della riunione
della Corte Costituzionale, che dovrà deliberare su una richiesta di messa al
bando del partito al governo, l'islamico moderato Akp, e sull’interdizione dall'attività
politica per cinque anni per attività anti-laiche di 71 dei suoi membri, fra i
quali il premier Recep Tayyp Erdogan, e il presidente della Repubblica,
Abdullah Gul. Non si sa quando la
Corte si pronuncerà, ma si pensa entro domenica prossima