Logo olimpico. Cosa vedete quando guardate il logo delle Olimpiadi? La maggior parte delle
persone ci vede un omino in corsa, ma un cinese ci vede anche una stilizzazione
del carattere "Jing", capitale, ovvero la seconda lettera di Beijing. E cosa dire
dei fuwa, i cinque pupazzi colorati – possono essere solo pupazzi? Se pensate
di sì, non conoscete i cinesi.
Pupazzi. I fuwa sono cinque, come i cinque anelli olimpici, come i cinque continenti,
come i cinque elementi del cosmo cinese (acqua, terra, metallo, legno e fuoco),
come le cinque direzioni (incluso il centro, secondo la tradizione asiatica).
Ci sono quattro animali cinesi – la rondine della Manciuria (a nordest), un pesce
della costa (sudovest), il panda del Sichuan (sudovest) e l’antilope tibetana
(nordovest), più il fuoco olimpico che rappresenta appunto il centro, la capitale
olimpica. I nomi dei fuwa, caratteri cinesi raddoppiati, se letti in sequenza
compongono la frase “Bei jing huan ying ni”, Pechino vi dà il benvenuto.
Otto. Non è tutto: l’8 in cinese si legge “ba”, e per assonanza con parole affini
a fortuna e ricchezza è considerato di buon auspicio. Non stupisce quindi sapere
che le Olimpiadi cominceranno l’8 agosto del 2008, alle otto in punto.
Il terribile 2008. Fin qui la cosa farebbe anche sorridere, se non fosse che nell’anno della gloria
della Cina ne siano capitate di tutti i colori: quello che doveva essere l’anno
“fortunato” si sta rivelando un anno difficilissimo. La mente di molti cinesi
doveva pur mettersi a lavorare e trovare un senso, delle relazioni tra tutti questi
eventi. Il risultato è in rete, in numerosissimi forum pubblici, ed è un misto
di paranoia millenaristica e superstizione. Qualcuno ha cominciato, forse per
scherzo, a cercare numeri e date, a ipotizzare legami, e da lì ciascuno ha aggiunto
la sua in un gioco simile a quello del “pendolo di Focault”, fatto però non da
eletti occultisti ma da milioni di navigatori di internet.
Disastri a cinque cerchi. Qualcuno ha notato la disposizione degli incidenti: un incidente ferroviario
nello Shandong, patria delle rondini; pioggia, neve e inondazioni (acqua) nel
sudest; disordini nel Tibet e il terremoto del Sichuan, nonché i disturbi internazionali
che ci sono stati alla torcia (fuoco) in giro per il mondo. Cominciate a intevedere
il legame con i cinque fuwa? Qualcun altro ha registrato le date degli eventi,
i disordini di Lhasa il 14 marzo e il terremoto del 12 maggio, e ha notato che
sommando entrambe le date risulta il numero 8.
La via di mezzo. La gente ci crede? Difficile dare una risposta, ovvero la risposta è sempre
la stessa, tipicamente asiatica: “non ci credo, ma non si sa mai”. Che significa
all’incirca prendere tutto con scetticismo, non credere a nulla, non scartare
nessuna ipotesi, ma cercare sempre una via di mezzo praticabile. In termini concreti,
significa non scomporsi, ma prendere piccoli accorgimenti per evitare di cascare
nella rete della relazioni negative: tanto per dire, l’11 giugno, un altro giorno
a data 8, ero in aeroporto e metà dei voli erano vuoti. Per un attimo è venuta
voglia anche a me di cambiare il volo, potere della psicologia di massa.
Complessità e coinvolgimento. Questo racconto è un esempio della complessità con cui il popolo cinese guarda
alle cose. Impossibile, o meglio semplicista, concludere che ci sia un atteggiamento
negativo verso le Olimpiadi, tutt’altro. Per i cinesi nulla è bianco o nero, e
il futuro non è che una selva di rischi ed opportunità. In questo momento la Cina,
tutta quanta, aspetta trepidante l’inizio dei Giochi, conscia dell’importanza
storica che questi avranno sia per Pechino, sia per l’immagine del Paese nei confronti
del mondo. E quello che più colpisce, vedendo la gente qui, è quanto ognuno si
senta coinvolto da questi Giochi, quanto condivida desideri e paure per quello
che accadrà, quanta sia la voglia che ha di riscattare l’immagine di un popolo
e di un Paese che nel mondo si sentono soli, circondati da ostilità, incompresi
da vicini che non parlano la stessa lingua e non pensano allo stesso modo. Non
si può non augurare loro la miglior fortuna perché, solo per l’impegno e la perseveranza
nelle avversità, certamente si meritano dei Giochi Olimpici grandiosi.