27/07/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Tutto cominciò con Dino Zoff
Scritto per noi da
Lucio Cascavilla
 
L'anno del cane. Girando e rigirando, per le strade di Pechino, ma anche per quelle di Kunming ci si imbatte spesso in cinesi che indossano magliette italiane. Non quelle di Gucci o Armani, ma anche e sopratutto quelle della nazionale italiana di calcio. Nell’anno 2006 i cinesi erano gli unici ad avere pronosticato la vittoria dell’Italia. E tutti i sondaggi telefonici e no, ci indicavano come favoriti.Ma si sa il 2006 era l’anno del cane, ed in base a degli strani calcoli astrologici il mondiale nell’anno del cane lo poteva vincere solamente l’Italia o il Brasile. L’Italia lo ha vinto, il Brasile è tornato a casa.

1 miliardo e 300 milioni di ct. In occasione dei grandi eventi sportivo-mediatici non è raro incontrare  gruppi di cinesi, esperti di calcio e tuttologi nullafacenti da bar, allenatori per un giorno, che discettano, conoscendo statistiche, rendimenti e difetti di qualsiasi team.
Ed ovviamente, benché la Cina sia raramente rappresentata, i cinesi tifano. E tifano sul serio. Indossando magliette, sciarpe e gagliardetti della squadra del cuore.
La maggior parte di loro tifa Italia.
Pensavo seguissero con interesse il calcio italiano. Invece no.
Ultimamente le partite più importanti, quelle che decidono il campionato, gli scontri al vertice, vengono trasmesse nella notte, a causa del posticipo italiano. Molti cinesi hanno smesso di seguirlo, il nostro campionato.
 
"Zuo Fu". Un taxista, uno di quelli simpatici, mi ha suggerito la soluzione.
Mi ero sistemato nel suo taxi, dopo aver indicato la destinazione.
Si è subito interessato a me e a chi fossi. Forse ero il primo straniero che saliva sul suo taxi e che spiccicava qualche parola di cinese.
“No”, ho risposto, “non sono americano. Sono italiano”.
Questo l'ha reso allegro e sorridente. Forse l'ha indotto a non cercare di fregarmi, come in genere fanno i taxisti, specie se non parli la loro lingua.
“E Zoff?”, mi ha chiesto, “Che fine ha fatto Zoff?”
Mi ha stupito questa cosa, e mi ha stupito sopratutto perchè pronunciava quel nome con una traslitterazione fonetica difficile da capire. Diceva "Zuo Fu". Infatti anche i nomi stranieri, vengono traslitterati utilizzando gli ideogrammi, dato che il cinese non ha forme alfabetiche.
 
Quando finalmente ho afferrato che si trattava di Zoff, l'ho tranquillizzato dicendogli che stava bene e che aveva smesso di allenare. Allora lui è partito con una nenia. Una di quelle che solo gli italiani, e sopratutto quelli di una certa età conoscono veramente bene: "Zoff, Gentile, Cabrini, Scirea…"
I nomi erano leggermente diversi, a causa della pronuncia ideogrammata (si potrà dire così). Ma quel tassista li conosceva, e li conosceva bene.
 
Il primo Mondiale. In genere non do tanta retta ai tassisti che in genere vogliono fare due chiacchiere per non annoiarsi brutalmente all’interno dell’abitacolo. Ma quella volta gli ho chiesto come mai conoscesse così bene il calcio italiano. Lui ha cominciato parlando dello Yin e dello Yang. Dell’incedere delle stagioni, dell’alternarsi del giorno e della notte, del bene e del male.
Poi candidamente mi ha confidato che quello era stato il primo mondiale a cui i cinesi assistettero in diretta. E per quello che molti di loro amavano ed apprezzavano il calcio italiano. Era per quello. Tutto finalmente era chiaro. I cinesi avevano visto l’Italia trionfare e ne erano affezionati. Per tutto c’è una spiegazione, alle volte non è così difficile come sembra.
 
Parole chiave: cina, italia, calcio, mondiali
Categoria: Costume
Luogo: Cina