I comandi militari Usa e Nato in Afghanistan hanno annunciato un'inchiesta su
tre recenti bombardamenti aerei che hanno causato la morte di 78 civili.

Il primo raid in questione è quello avvenuto il 4 luglio nel villaggio di Zoomia
Bala, nella provincia orientale del Nuristan, dove secondo il governatore provinciale
Tamim Nuristani sono stati uccisi 22 civili. Nuristani è stato rimosso pochi giorni
dopo da Karzai.
Il secondo bombardamento è quello che ha prodotto la strage - 42 morti - di donne
e bambini che il 6 luglio partecipavano a una festa di matrimonio sulle montagne
nella vicina provincia di Nangarhar.
Il terzo fatto è quello avvenuto nella provincia occidentale di Farah, sotto
comando italiano, dove le bombe sganciate dai caccia Usa hanno ucciso per errore
8 poliziotti afgani.
Dall'inizio del 2008, secondo le cifre ufficiali raccolte dall'Onu, i civili
uccisi dalla Nato in Afghanistan sono almeno 255. Ma è solo la punta dell'iceberg,
poiché le morti civili vengono alla luce solo quando le autorità locali afgane
hanno il coraggio di contestare la versione ufficiale della Nato, che parla sempre
di "talebani" uccisi. Come ancora oggi, in occasione dei bombardamenti sulla provincia
di Ghazni, dove sono rimasti uccisi almeno quaranta presunti talebani.