25/07/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Ora dopo ora, Belgrado sta lastricando la strada che dovrà portarla diretta a Bruxelles. Dopo l'arresto di Stojan Zupljanin e, soprattutto, quello di Radovan Kardzic, oggi arriva la ratifica del governo alla proposta del nuovo ministro degli Esteri, Vuk Jeremic: gli undici ambasciatori ritirati nei mesi scorsi da quei paesi Ue, Italia compresa, che avevano riconosciuto l'indipendenza del Kosovo, rientreranno nelle loro rispettive sedi. L'unica eccezione rimane la sede diplomatica di Washington. Belgrado, infatti, considera gli Stati Uniti il patrocinatore della dichiarazione unilaterale di Pristina del 17 febbraio scorso.
 
Il ministro degli Esteri Vuk JeremicJeremic aveva annunciato domenica scorsa questa sua decisione, che è stata ratificata all'unanimità dal Consiglio dei ministri presieduto da Mirko Cvetkovic. Il capo della diplomazia serba tiene, però, a precisare che il ripristino delle relazioni diplomatiche con quei paesi che hanno riconosciuto il Kosovo come entità autonoma, non cambia assolutamente la posizione della Serbia rispetto allo strappo della provincia a maggioranza albanese. Senza dubbio questo provvedimento dimostra una volontà di dialogo e collaborazione, dimostrando a Bruxelles che questo nuovo governo può costituire la sponda giusta per portare la Serbia nell'Europa dei 27. L'atto di oggi si affianca alla annunciata volontà di ratificare presto l'Accordo di Associazione e Stabilizzazione (Asa) che costituisce requisito essenziale per l'ingresso nell'Unione.    
 
Categoria: Politica
Luogo: Serbia