
Luciano Benjamin Menendez ex capo del terzo corpo dell'esercito argentino e uomo
forte della dittatura militare è stato condannato all'ergastolo da un tribunale
di Cordoba per reati legati alla violazione dei diritti umani. Si tratta di una
sentenza storica, giunta dopo l'annullamento della “legge del perdono”.
Menendez è stato accusato insieme a altre sette persone, tutti ex ufficiali,
per il sequestro, la tortura e l'uccisione di quattro militanti politici legati
a movimenti di sinistra durante il periodo della “guerra sporca”.
Il giudice argentino, inoltre, ha stabilito che Menendez debba scontare la pena
in un carcere comune fra detenuti comuni e non agli arresti domiciliari come fatto
fino a oggi.

Per gli altri ex militari coinvolti il giudice ha usato la mano pesante: quattro
di loro sono stati condannati come Menendez all'ergastolo, due hanno subito una
condanna a 22 anni di prigione e un altro rimarrà in prigione per 18 anni.
Menendez durante la lettura della sentenza non sembrava turbato e avrebbe rivendicato
il suo ruolo durante il periodo della dittatura mentre gli altri imputati si sarebbero
dichiarati innocenti. La sentenza è stata definita dai familiari delle vittime
un evento storico e “un trionfo contro l'impunità”.