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La fine di un'epoca. Dal 2003, quando ancora al governo c'era il marito di Cristina, Nestor, Alberto
Fernandez era già seduto sulla poltrona di capo di Gabinetto. Un uomo tutto d'un
pezzo, peronista convinto e fedelissimo della famiglia Kirchner, Alberto ha sempre
goduto di una stima infinita tanto da diventare uno dei più seguiti e ascoltati
consiglieri presidenziali. Adesso, però, ha detto basta, ultimo gesto per cercare
di dare aria a una stagione presidenziale nata sotto i migliori auspici ma tendente
a sgretolarsi man mano che i mesi passano. A scatenare le dimissioni di Fernandez,
ovviamente, sono stati gli ultimi avvenimenti che hanno interessato il settore
agrario. “Sono sempre più convinto che la mia scelta sia stata la migliore possibile.
Quando una persona occupa un ruolo rilevante in un Paese importante e non riesce
a dare tutto quello che può, allora sta facendo un uso sbagliato del potere”,
dice l'interessato.
Nascono polemiche. Dunque, uno degli uomini più ascoltati dai Kirchner lascerà il posto a Sergio
Massa, giovane dirigente peronista. “Per molto tempo Alberto Fernandez è stato
un intimo della famiglia Kirchner” dice l'analista politico e direttore di Fopea
(Foro de Periodismo Argentino) Sebastian Lacunza. “Le sue dimissioni sono un sintomo
forte di quello che accade nel Paese. Sia da destra sia da sinistra, infatti,
piovono critiche”.
L'opposizione. Dopo la notizia delle dimissioni di Fernandez l'opposizione politica argentina,
soprattutto l'Ucr (Union Civica Radical) è andata all'attacco. Secondo il leader
Ucr, Gerardo Morales, Alberto Fernandez si sarebbe dimesso perchè avrebbe preteso
che il governo del Paese fosse compito esclusivo del presidente legittimamente
eletto, Cristina, e non il prolungamento del percorso politico del marito Nestor.
“In ogni caso la decisione di abbandonare l'incarico da parte di Fernandez deve
essere vista come una possibilità di rinnovamento dell'immagine dell'esecutivo.
E giudicare in maniera negativa o positiva le sue dimissioni è una cosa difficile
da fare” dice Lacunza. Pochi immaginavano che il conflitto agrario avrebbe potuto
diventare così profondo e duro da risolvere. Lo stesso Fernandez, negoziatore
con le forze agrarie, forse non si sarebbe aspettato tanto clamore dalla vicenda.
“E' vero – sottolinea Lacunza – Fernandez non è cero una persona carismatica e
generava critiche soprattutto nella classe media. La non risoluzione dei problemi
legati al conflitto agrario, poi, ha solo accentuato la poca fiducia nel personaggio
da parte della popolazione”.Alessandro Grandi